PROGRAMMAZIONE LAVORI PUBBLICI

1.      INTRODUZIONE

L’attività di realizzazione dei lavori pubblici di interesse regionale si svolge, ai sensi dell’articolo 6, comma 1 della l.r. 12/1996 (Legge regionale in materia di lavori pubblici), sulla base di un Programma regionale di previsione, con efficacia triennale e soggetto a verifica annuale (art. 7, comma 2), e di un Piano regionale operativo per i lavori da avviare nell’anno stesso (art. 8).

La sopra citata legge regionale stabilisce che, entro il mese di gennaio di ogni anno, la Giunta regionale approva, con propria deliberazione, il Piano operativo annuale, sulla base del Programma di previsione triennale, approvato dal Consiglio regionale su proposta della Giunta stessa (artt. 7 e 8). Al fine di assicurare uniformità di comportamento tramite procedure standardizzate conformi ai principi e alle disposizioni normative, è prevista altresì la costituzione, presso l’Assessorato competente in materia di opere pubbliche, di una Struttura centrale di coordinamento con funzione di assistenza all’attività degli Assessorati preposti alla realizzazione di lavori pubblici (art. 40). Tale funzione risulta oggi assolta nell’ambito delle competenze attribuite alla Struttura verifiche gestionali e supporto pianificazione, in capo al Dipartimento programmazione, difesa del suolo e risorse idriche dell’Assessorato opere pubbliche, difesa del suolo e edilizia residenziale pubblica.

La stessa legge regionale dispone, all’articolo 7, che nel Programma regionale di previsione devono essere inseriti, in ordine di priorità, gli interventi relativi al completamento funzionale di opere già realizzate, alla conservazione e riqualificazione del patrimonio esistente e alla realizzazione di nuove opere, privilegiando, in quest’ultimo caso, quelli suscettibili di autofinanziamento (comma 1), e in esso devono essere altresì ricompresi i lavori pubblici finanziati con capitale di rischio sottoscritto anche da soggetti privati, i lavori pubblici di interesse regionale finanziati dalla Regione alla cui realizzazione provvedono altri soggetti attuatori, i lavori pubblici, eseguiti dalla Regione, di competenza degli enti locali che concorrono in modo rilevante al soddisfacimento dei bisogni individuati dagli atti programmatori di cui all’art. 6, comma 3 (quelli generali e di settore dell’Amministrazione regionale o quelli di cui al programma di governo), o che siano a completamento di lavori già avviati dalla Regione, nonché i programmi di manutenzione di cui all’art. 18 (comma 5).

2.     LA NUOVA IMPOSTAZIONE DELLA PROGRAMMAZIONE REGIONALE

Nel rispetto delle disposizioni di legge sopra richiamate e tenuto conto delle criticità già riscontrate in passato dai diversi soggetti portatori d’interessi nell’ambito della programmazione regionale dei lavori pubblici – criticità ribadite anche dalla recente Relazione al Consiglio regionale su “L’attività negoziale pubblica della Regione Valle d’Aosta nel 2011” redatta dalla Sezione di controllo della Corte dei Conti nella quale si osservava, tra l’altro, che il Programma regionale di previsione triennale non sembra avere finalità programmatorie ai fini della copertura della spesa rappresentando, più che altro, una sorta di autorizzazione del Consiglio regionale all’esecuzione delle opere che in esso sono elencate … senza una coerente corrispondenza tra le poste iscritte a Bilancio e le necessità esposte nel programma– si è provveduto a ridefinire in modo sostanziale il sistema di programmazione dei lavori pubblici con l’intento di perseguire due obiettivi strategici di ordine generale di seguito richiamati.

  1. Sviluppare un maggiore livello di congruità tra la programmazione dei lavori pubblici e la necessità di copertura finanziaria che ne deriva: al tal fine si è deciso di riallineare le attività di predisposizione del documento di programmazione, sia temporalmente che sostanzialmente, con quelle di formazione del Bilancio regionale.
  2. Rappresentare una “fotografia” d’insieme, a livello regionale, della spesa complessiva per gli investimenti dedicati ai lavori pubblici, e alle opere pubbliche più rilevanti, di interesse regionale: al tal fine si è deciso di comprendere nel documento di programmazione, in modo più esaustivo, sia gli interventi realizzati direttamente dalla Regione, indipendentemente dalla loro natura (manutenzione, completamento o nuova realizzazione) e dalla fonte di finanziamento (residuo passivo, competenza a Bilancio, fonti “extra” Bilancio, fondi statali e comunitari), sia quelli finanziati, mediante specifiche leggi o programmi di settore, a beneficio di altri soggetti attuatori pubblici (fatti salvi gli interventi gestiti direttamente dalle Società di scopo) o privati (nei casi di project financing e, in generale, nei casi di lavori realizzati con il concorso del capitale privato mediante concessione, entrambe prassi non frequentemente in uso ma che andrebbero incentivate).

A partire dalla programmazione 2015, quindi, le attività di analisi e valutazione, volte alla revisione e all’aggiornamento del Programma di previsione triennale e alla conseguente predisposizione del Piano operativo annuale sono svolte, dalle Strutture organizzative regionali responsabili dell’attuazione degli interventi, sulla base del sotto riportato schema di procedura.

PROCEDURA PER LA PROGRAMMAZIONE REGIONALE DEI LL.PP.

TEMPISTICA

DESCRIZIONE FASI

ATTIVITÀ DI GESTIONE

(in capo alla Struttura centrale di coordinamento)

SETTEMBRE/OTTOBRE

Attività di concertazione finanziaria delleStrutture in funzione dei lavori da realizzare, svolta contemporaneamente alla predisposizione del Bilancio di previsione e propedeutica alla formalizzazione della proposta di nuova programmazione a valere sul triennio successivo

 

OTTOBRE

Approvazione da parte della Giunta regionale del Bilancio di previsione

Predisposizione del rendiconto al 31/10 dello stato di attuazione del Piano operativo annuale al fine di escludere, dalla successiva attività di verifica delle Strutture, gli interventi già avviati entro tale data

NOVEMBRE

1° Attività di verifica delleStrutture sulla base del Bilancio di previsione approvato dalla Giunta regionale e trasmissione dei dati per la predisposizione della proposta di nuova programmazione triennale

Comunicazione alle Strutture e attivazione SILP (Sistema Informativo Lavori Pubblici)

DICEMBRE

-   Approvazione da parte del Consiglio regionale del Bilancio di previsione

-   Approvazione da parte della Giunta regionale del nuovo Programma di previsione triennale al fine della sua presentazione al Consiglio dopo l'approvazione del Bilancio

Verifica della proposta di nuova programmazione triennale e predisposizione dei documenti per l'approvazione da parte della Giunta regionale

GENNAIO/FEBBRAIO

Approvazione da parte del Consiglio regionale del nuovo Programma di previsione triennale

Predisposizione del rendiconto al 31/12 dello stato di attuazione della programmazione precedente al fine di corredare la presentazione al Consiglio regionale della proposta di nuova programmazione

FEBBRAIO/MARZO

-  2° Attività di verifica delle Strutture sulla base del Programma di previsione triennale approvato dal Consiglio regionale e trasmissione dei dati per la predisposizione del Piano operativo annuale

-   Approvazione da parte della Giunta regionale del Piano operativo annuale

Comunicazione alle Strutture, attivazione SILP, verifica della proposta di Piano operativo annuale e predisposizione dei documenti per l'approvazione da parte della Giunta regionale

 

La redazione complessiva dei documenti di programmazione da sottoporre all’approvazione dei due organi istituzionali - coordinata dalla già citata Struttura centrale di coordinamento - deriva, quindi, dal riscontro fornito dalle Strutture organizzative regionali coinvolte nell’attuazione dei lavori pubblici, ognuna nell’ambito delle rispettive competenze e programmazioni di settore. Tale procedura risulta oggi automatizzata mediante l’utilizzo dell’applicativo informatico denominato SILP (Sistema Informativo Lavori Pubblici) installato, a partire dal 2011, presso le suddette Strutture.

3.     LE ATTIVITA' IN CAPO ALLE STRUTTURE REGIONALI

Le attività di verifica in capo alle singole Strutture regionali responsabili dell’attuazione degli interventi sono da ricondurre sostanzialmente a due ordini di valutazione di carattere operativo:

  • verifica degli interventi in corso di programmazione,
  • definizione degli eventuali nuovi interventi da inserire nella programmazione corrente.

Tali attività sono svolte, ogni anno, alle scadenze indicate nello schema di procedura precedentemente riportato e sono distinte in due fasi: la prima volta ad aggiornare la programmazione a valere sul nuovo triennio, la seconda mirata a riscontrare, tra gli interventi già definiti e approvati nella programmazione triennale, quelli da inserire nel Piano operativo annuale.

Nella prima fase i singoli lavori sono riscontrati sulla base del loro stato di avanzamento e della dotazione finanziaria disponibile e possono essere oggetto di:

  • conferma nella programmazione corrente con l’eventuale aggiornamento dei dati;
  • eliminazione dalla programmazione corrente per sopravenute condizioni che ne inficiano la realizzazione.

Nel caso di conferma dell’intervento nella programmazione corrente la Struttura aggiorna, in coerenza con lo stato d’attuazione del lavoro e l’esito della concertazione per la copertura finanziaria già riscontrata dal Bilancio di previsione approvato dalla Giunta, i dati della scheda identificativa relativi alla sezioni “Regime autorizzativo” (Disponibilità area – Valutazione ambientale – Titolo abilitativo - Livello di progettazione), “Previsioni di realizzazione” (Avvio appalto - Inizio lavori) e “Inquadramento finanziario”, tenendo conto che l’importo complessivo del lavoro è sempre determinato dalla somma delle seguenti tipologie di risorse:

a)     importi a valere sul Bilancio corrente (comprensivi di eventuali fondi Stato o U.E. già iscritti a Bilancio);

b)     importi “extra” Bilancio (a valere sul mutuo FinAosta, derivanti da finanziamenti di soggetti privati, da fondi Stato in contabilità speciale, da cofinanziamento di altro Ente);

c)     importi già finanziati (impegnati per attività già realizzate e in questo caso il sistema informatico riporta i dati derivanti dal monitoraggio, altri importi già finanziati con atti amministrativi pregressi);

d)    importi oltre il triennio a valere sul Bilancio successivo (tale casistica è utilizzata solo nei casi in cui l’intervento ha una altissima priorità di realizzazione tale da giustificarne una quota di mancata copertura finanziaria sul triennio di riferimento).

Nel caso di eliminazione dalla programmazione corrente la Struttura ha l’obbligo di indicare la motivazione che esplicita le sopravenute condizioni che ne inficiano la realizzazione.

Ultimata la verifica degli interventi in corso di programmazione la Struttura ha la possibilità di inserire eventuali nuovi interventi, in coerenza con i criteri precedentemente descritti per l’inquadramento dei lavori nell’ambito delle tre “categorie” logiche di riferimento (S, G1 e G2) e nel rispetto delle seguenti condizioni:

  • il requisito definito all’art. 6, comma 5 della l.r. 12/1996, che vincola l’inserimento di un intervento nella programmazione triennale all’affidamento della progettazione preliminare, si deve intendere assolto dalla predisposizione del documento preliminare all’avvio della progettazione (DPP), in coerenza con il mutato quadro normativo di riferimento fissato dal D.P.R. n. 207 del 05/10/2010 (Regolamento attuativo del D.lgs. 163/2006 - Codice dei contratti) che individua, all’art. 15, commi 5 e 6, tale documento come attività dovuta in capo al responsabile del procedimento;
  • la copertura finanziaria deve essere garantita indicando la disponibilità dei relativi capitoli di spesa di cui al Bilancio corrente, o le eventuali altre fonti di finanziamento “extra” Bilancio;
  • le cause che ne determinano l’inserimento devono essere debitamente motivate.

Nella seconda fase la Struttura seleziona dalla programmazione triennale già approvata dal Consiglio regionale le schede identificative degli interventi che, in funzione del loro stato di avanzamento, possono essere appaltati entro il 31 dicembre del primo anno del triennio e di conseguenza essere inseriti nel Piano operativo annuale.

Relativamente alle modifiche che possono essere apportate in corso d’anno alla programmazione approvata è opportuno sottolineare che le eventuali integrazioni di nuovi lavori al Piano operativo annuale possono riguardare solo interventi già compresi e formalmente approvati nella programmazione triennale, nel rispetto di quanto previsto dalla legge regionale 12/1996 dove, all’art. 8, comma 4, si stabilisce che il piano operativo può essere integrato o modificato nel corso dell’esercizio annuale, con provvedimento motivato della Giunta regionale, in relazione a sopravvenute modificazioni di carattere amministrativo, gestionale, economico e finanziario.

 



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