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16:53 - 03/01/2009 


(ANSA) - ROMA, 3 GEN - Non si può parlare di effetto crisi per il calo degli incassi dei casinò italiani: la tendenza era già iniziata da tempo. Parola di esperti, ma le stesse casa da gioco concordano con questa analisi, tanto che il casinò di Saint Vincent, rendendo noti i dati del 2008 ha detto di essere stato penalizzato "per la crisi che affligge il suo bacino primario di utenza", aggiungendo però che tra le "motivazioni del trend negativo dei proventi vi è sicuramente anche una carenza strutturale, consolidata nel tempo, alla quale si deve in tempi brevi rimediare realizzando nuovi spazi da adibire al gioco, al divertimento e all'intrattenimento".

Più incisivo Fabio Felici, direttore del sito specializzato Agicos: "Con le offerte di gioco date dalle new slot presenti oramai in tutta Italia e dal poker on line, i casinò rischiano di non avere più appeal nei confronti dei giocatori. Certo rimane la roulette, ma il 70/80% dei giochi che si possono fare ai casinò si trovano anche fuori. Perché dovrei, allora, fare centinaia di chilometri per andare a giocare?". La chiave, secondo Felici, è la "diversificazione delle offerte, con nuovi giochi e con le scommesse".

Uno degli esperti italiani di Casinò, Marco Felice Baranzelli, sul sito "giocoegiochi.com" ha elaborato una scheda dei punti di debolezza dei casinò italiani: "Strategie non più attuali, livello di servizio non sempre elevato, scarsa attenzione al cliente di fascia medio bassa, scarsa percezione dei cambiamenti di mercato, elevata resistenza al cambiamento, pesanti costi di struttura, prodotto non sempre aggiornato, alta conflittualità interna, modesta capitalizzazione". (ANSA).


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