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IN PARTENZA PER ROMA SCHERZA, COMINCIO A IMPARARE MIO MESTIERE
19:25 - 28/07/2006

(dell'inviato Fausto Gasparroni) (ANSA) - LES COMBES DI INTROD (AOSTA), 28 LUG - Quasi un 'arrivederci', quasi una promessa di ritorno anche l'anno prossimo: ma l'abbraccio affettuoso degli abitanti di Les Combes a Benedetto XVI, alla partenza dopo i 18 giorni di vacanza sulle montagne della Valle d'Aosta, si adombra ancora una volta, negli occhi del Pontefice, per il perdurare del conflitto in Medio Oriente e per il mancato cessate-il-fuoco da lui più volte richiesto. "Non taciamo, facciamo il possibile per arrivare alle orecchie dei potenti", è il nuovo appello per la pace affidato da Ratzinger ai giornalisti prima di salire in macchina per recarsi all'aeroporto di Aosta.
"Lo strumento principale è la preghiera - aggiunge il Papa, non nascondendo l'amarezza e la preoccupazione -. E naturalmente é un grido non soltanto a Dio ma anche agli uomini". Si conclude così la seconda villeggiatura valdostana di Benedetto XVI, profondamente segnata dall'angosciante crisi mediorientale. Il saluto dei residenti, tra un "buon viaggio santità" e un "arrivederci a tra un anno", è nel clima di serenità che Ratzinger desiderava per ritemprarsi in vista dei futuri impegni. "E' stato un periodo anche troppo breve - commenta -. Ho anche lavorato, perché solo col lavoro le vacanze sono buone. Adesso comincerà dell'altro lavoro, ma pian piano".
Il riposo in questi 18 giorni c'é stato, anche le passeggiate e le escursioni, ma sempre intercalati dai consueti studi, dal lavoro di Ratzinger a nuovi testi e documenti, al progetto per un'opera teologica su Gesù. A Les Combes il Papa si alzava presto la mattina, diceva messa e dopo la colazione recitava le preghiere della liturgia delle ore. Poi, in genere, si chiudeva nello studio al primo piano e scriveva. Solo il pomeriggio di solito era dedicato alle passeggiate nei sentieri intorno a Les Combes, negli alpeggi del Pileo raggiungibili in macchina senza passare per la provinciale (mentre cammina il Papa recita il rosario o conversa con il segretario, mons. Georg Gaenswein), oppure alle uscite verso altre località della Valle.
Ritmi quasi ascetici, nello splendore del paesaggio alpino, chiusi in un riserbo quasi impenetrabile. Nello chalet di legno e pietra a vista che ha ospitato il Papa si pranzava intorno alle 13 e si cenava intorno alle 20. La villetta è la stessa che dal 2000 ospitò Giovanni Paolo II (negli anni precedenti il Papa polacco soggiornava in una vicina abitazione privata) e tutto è rimasto come allora tranne che per il pianoforte verticale - di marca 'Furstein'(Farfisa) - installato già l'anno scorso nello studio al primo piano per l'attuale Pontefice, amante e praticante della musica.
Il ritorno alla normalità ora sarà graduale: da stasera il Papa sarà nella residenza estiva di Castel Gandolfo, da dove domenica prossima reciterà l'Angelus. Tornerà a Roma ogni mercoledì per le udienze generali in Piazza San Pietro. Primo grande impegno, il viaggio in Baviera, dal 9 al 14 settembre. Qui in Valle d'Aosta tutti lo aspettano anche per l'anno prossimo, comunque l'invito gli è stato formalmente rivolto, insieme al regalo offertogli dal presidente della Regione Luciano Caveri, una statua lignea alta 105 cm raffigurante Sant'Orso, il santo più invocato da queste parti. Nel salutare residenti e giornalisti, poi, Ratzinger non lesina una battuta. Come si sente dopo un anno da Papa? "Comincio a imparare il mio mestiere", è la risposta. (ANSA).
