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Notizia
18:47 - 28/07/2005

(dell'inviata Giovanna Chirri) (ANSA) - LES COMBES (AOSTA), 28 LUG - Sono finite le prime vacanze da Papa di Joseph Ratzinger, catapultato poco più di cento giorni fa dal suo studio della Congregazione per la dottrina della fede al soglio di Pietro, e giunto in Valle d'Aosta con tre valigie di libri, dossier e documenti da esaminare. Date le circostanze la villeggiatura non poteva essere che una "vacanza di lavoro", come l'ha definita il suo portavoce, e ha fornito alcuni elementi interessanti per conoscere meglio il successore di Giovanni Paolo II, le sue priorità e il suo stile.
Da questa sera il papa si trasferirà nella sua residenza estiva di Castel Gandolfo, che lascerà per andare in Vaticano nel caso di udienze generali del mercoledì particolarmente affollate e per andare a Colonia dal 18 al 21 agosto per la Giornata mondiale della Gioventù.
Giunto in Valle l'11 luglio, a pochi giorni dalle prime bombe nella metropolitana di Londra, Benedetto XVI ha assistito tra le montagne valdostane alla recrudescenza terroristica nel mondo, che ha fornito uno sfondo di preoccupazione al suo riposo, e lo ha indotto a esprimersi sul terrorismo, il carattere "non anticristiano" degli attentati di questi giorni e la necessità di cercare nell'Islam gli elementi di dialogo che possano portare tutti i credenti a rafforzare far emergere la "volontà di pace" che è nel mondo. Studioso capace di grande concentrazione, il Papa ha organizzato le sue giornate di vacanza dedicando molte ore a scrivere il suo prossimo libro, cominciato tre anni fa e prossimo alla pubblicazione, a esaminare i dossier sulle nomine e a preparare discorsi e incontri per la Giornata mondiale della gioventù di Colonia.
La seconda parte dei pomeriggi sono stati dedicati a lunghe passeggiate sugli alpeggi raggiungibili in macchina e senza passare per la provinciale, tranne per una gita in Valgrisanche che gli ha permesso di salutare molte persone all'uscita e al ritorno a casa. Unica eccezione è stata la gita sul Monte Bianco, per la quale ha lasciato lo chalet di legno e pietra a vista costruito nel 2000 per Giovanni Paolo II al mattino, comunque tornando per pranzo e dedicando il pomeriggio al lavoro.
Ai due unici appuntamenti pubblici in agenda, - i due Angelus domenicali recitati dal giardino della sua villetta, - ha aggiunto un pò a sorpresa un incontro con i circa 140 tra preti, diaconi e religiosi della Valle d'Aosta.
Il suo discorso nella chiesetta di Introd, pubblicato due giorni dopo dall'Osservatore romano, ha fornito uno spaccato interessante dello stile del nuovo Papa, del suo modo dialogante di rapportarsi sia alle persone che ai problemi, del suo non considerarsi un "oracolo" con la verità in tasca ma un Pontefice impegnato a ricercare le soluzioni più giuste e adatte per i problemi della sua Chiesa.
Lo stile e i contenuti del discorso ai preti valdostani danno l'impressione che Benedetto XVI voglia innovare e riformare su alcuni punti nevralgici e probabilmente tra questi c'é quello dei divorziati risposati, che fino ad oggi la Chiesa non ammette alla comunione. Queste prime vacanze inoltre hanno confermato che papa Ratzinger ha ben presenti le sfide alla Chiesa lanciate dalle sette, dalla crisi di vocazioni e dalla secolarizzazione.
Timido di natura, papa Ratzinger nei giorni di vacanza ha fatto un pò di allenamento ai rapporti immediati e alle occasioni di incontro che gli impone il nuovo ruolo. Ha mostrato grande semplicità nell'incontro con le persone, per esempio prendendo la funivia del Bianco insieme a normali turisti e facendosi fotografare da questi sulla punta Hellbronner, a quasi 3.500 metri di altitudine, oppure facendo fermare la macchina per scendere a salutare quanti lo aspettavano lungo la strada.
Ha persino scritto la sua firma su un libro portato da una signora e si è fatto indicare i nomi delle montagne da un bimbo di 9 anni incontrato all'alpeggio di Boregne.
Per la prima volta inoltre si è visto un Papa rispondere con naturalezza alle domande dei giornalisti in situazioni estemporanee, come al curvone vicino alla sua casa o fuori della chiesa di Introd, creando un certo sconcerto tra i suoi collaboratori più stretti. Il Papa ha risposto ad alcune domande mentre per altre ha osservato che avrebbero richiesto un approfondimento non possibile in quel momento, perché troppo ampie, ma è sembrato disponibile a cercare una mediazione tra la complessità dei problemi e le attese dell'opinione pubblica.
Venuto in Valle d'Aosta quasi per caso e sfruttando un meccanismo organizzativo già messo in moto per il predecessore, sembra che papa Ratzinger abbia apprezzato la bellezza dei luoghi, l'accoglienza e insieme la riservatezza delle persone, la tranquillità della sistemazione. In molti quindi sperano che possa tornare e che quello di oggi sia solo un "arrivederci" alla Valle d'Aosta. In ogni caso il vescovo di Aosta Giuseppe Anfossi e il sindaco di Introd Osvaldo Naudin lo hanno invitato a tornare i prossimi anni. (ANSA).
