Piano Giovani

In seguito alla richiesta di adesione al Piano di Azione Coesione nazionale dell'agosto 2012, il Dipartimento per lo sviluppo e la coesione economica ed il Ministero del lavoro e politiche sociali hanno proceduto alla validazione della proposta di Piano Giovani, approvato dall'Amministrazione regionale con la deliberazione n. 1699/2012;

Dal aprile del 2013 il Piano è operativo, DGR 643/2013, con l'obiettivo di costruire delle risposte adeguate alle nuove esigenze emerse dal contesto socioeconomico e facilitare l'inserimento nel mondo del lavoro dei giovani tra i 15 ed i 29 anni, favorendone l'occupazione stabile e di qualità.

Le azioni comprese nel Piano Giovani, attualmente in fase di avvio toccano trasversalmente più politiche, in rete tra loro: lavoro, scuola e formazione professionale, intercettando così i bisogni dei diversi gruppi di destinatari.

Alcune iniziative sono state avviate, altre saranno lanciate nel corso del 2014, altre ancora prendono avvio in questi giorni con le diverse offerte formative.

Le risorse complessivamente a disposizione sul triennio 2013-2015 sono pari a 16 milioni di euro.

 

CONTENUTI DI MASSIMA DEL PIANO GIOVANI

Il Piano Giovani si propone di:

  1. accompagnare i processi di riforma in atto, con particolare riferimento al sistema di Istruzione e Formazione ed al sistema dell’apprendistato, così come ridefinito dal Testo Unico del 2011;
  2. fronteggiare l’incremento di disoccupazione dei giovani, in particolare di coloro che si trovano in condizione NEET (cioè non lavorano e non studiano), aumentandone l’occupabilità;
  3. sostenere i processi di qualificazione professionale e l’inserimento lavorativo dei giovani,  con particolare attenzione ai settori di particolare interesse economico per la regione, attraverso attività di accompagnamento e supporto, servizi ed incentivi finalizzati sia al lavoro dipendente che allo sviluppo di attività autonoma, servizi di orientamento, incontro domanda e offerta, bilancio di competenze, ecc.
  4. accrescere le opportunità di crescita e mobilità professionale dei giovani, promuovere l’alternanza ed il collegamento tra percorsi formativi e di istruzione e mondo del lavoro e delle professioni;
  5. prevenire la dispersione scolastica e formativa;
  6. promuovere l’integrazione tra i sistemi, anche attraverso la creazione ed il rafforzamento delle reti di collaborazione, tra istituzioni scolastiche, agenzie formative, Università, mondo del lavoro;
  7. sostenere sperimentazioni ed innovazioni sui piani pedagogico e didattico, in particolare per promuovere l’acquisizione delle competenze chiave dell’apprendimento permanente;
  8. monitorare ed analizzare l’impatto dei processi di riforma nella regione anche al fine di individuare azioni correttive e di miglioramento, per contrastare i processi di dispersione e disoccupazione.
 

Lavoro e Fondo Sociale Europeo



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