5 - 2010

MANIFESTAZIONI

Ronni BESSI e Marie Claire CHABERGE
Ufficio educazione
faunistico-ambientale
e piccola fauna
Direzione flora, fauna, caccia e pesca
Animatrice AREV

• COME SCENOGRAFIA LA MONTAGNA, COME ATTORI I TURISTI E I LORO FIGLI

ALPAGES OUVERTS:
TUTTI IN SCENA PER UN GIORNO

TUTTO HA INZIO QUANDO …

“Veun, veun, veun, veun si, veun...”. Dal crinale spunta un cappello, seguito da una giacca, un bastone e un paio corna che vanno su e giù. Siamo agli inizi di giugno, i pascoli sono in fiore, comincia l'inseguimento dell'erba da parte delle mandrie! L'alpeggio è invaso da rumori, colori e odori. Ci vogliono parecchi giorni affinché si instauri la routine estiva: la sveglia prima dell'alba, la mungitura, il pascolo, la pulizia, la trasformazione o il trasporto del latte, il rientro, la sistemazione dei prati, la concimazione, la cucina! ...Ma piano piano gli arpiàn imparano a (ri)conoscere le mucche, le mucche si (ri)conoscono tra di loro, tutti quanti riconquistano i giusti spazi e si va avanti, giorno per giorno.

 

 
POI AD UN CERTO PUNTO...

C’è un giorno molto particolare, di tutta la stagione estiva, durante il quale un alpeggio selezionato tra tanti, modifica i suoi ritmi per adeguarli a nuove molto temporanee esigenze. Sono queste legate ad una manifestazione organizzata, ogni anno a partire dal 2000, dall’AREV (Association Régionale Éleveurs Valdôtains) in collaborazione con l’Assessorato regionale Agricoltura e Risorse naturali: “Alpages Ouverts”. Questa iniziativa si propone di avvicinare progressivamente i turisti alla dimensione dell’alpeggio e di regalare una giornata di festa ai montagnards che si scambiano in quest’occasione reciproche visite. La giornata si articola in maniera semplice: si arriva all'alpeggio, indicato nel calendario di queste manifestazioni, dove si ha la possibilità di effettuare delle visite guidate nei locali di stabulazione degli animali e di trasformazione del latte. Verso mezzogiorno le mucche tornano nella stalla, sfilando così davanti ai visitatori. Ne segue la degustazione dei prodotti dell'alpeggio (Fontina Dop, toma, formaggi e da quest'anno anche prodotti di carne valdostana, motsetta e saouseusse, il tutto accompagnato da una buona porzione di polenta). Vi è sempre, inoltre, la possibilità di acquistare i prodotti assaggiati, direttamente in loco. Il tutto alla fine si traduce nell’instaurarsi di una nuova relazione, legata da un lato al sostegno concreto all’attività dell’imprenditore agricolo, dall’altro all’autentica scoperta, da parte di chi operatore di alpeggio non è, di una dimensione ricca di gesti antichi e articolata in ruoli, competenze e saperi diversificati tra loro.

 

 
TUTTO APPARE TRANQUILLO, QUANDO…

Chi pensa di godersi la digestione dell'abbondante polenta in santa pace, magari sdraiato su una coperta a prendersi il sole, si sbaglia: un gruppo di bambini attraversa il prato, a quattro zampe, muggendo o belando. Al segnale convenuto, corrono verso il bordo del prato, dove si mettono in riga, in perfetto ordine. Dopodiché, muniti di barattoli e secchielli, si organizzano in una staffetta di trasporto acqua, che essi si ostinano a chiamare latte.

 

Finito questo lavoro i bambini, a coppie, si sfidano in strani balletti, oppure, sempre a coppie, portano delle forme bianche spalla contro spalla da una parte all'altra di un percorso improvvisato. No, la polenta non aveva strani ingredienti: si tratta semplicemente di un momento ludico-didattico organizzato dall'AREV per fare avvicinare i bambini alla realtà che stanno visitando, presentando loro alcuni aspetti della vita in alpeggio più “nascosti”: il fatto che le mucche debbano rispettare i posti assegnati in stalla ad esempio, che abbiano dei nomi suggestivi, legati alla natura, alla mitologia, alle città; il fatto che il latte debba essere trattato bene, con cura per poter essere trasformato in una fontina come si deve!
 




FINCHÉ ALL’IMPROVVISO…

Spuntano strani esseri che portano sulla schiena lunghe corna e zaini pieni fino all’inverosimile di curiosi oggetti e materiali vari. Chi sono e cosa sono venuti a fare fino quassù?

 

Da quest’anno, all’interno di “Alpages Ouverts”, l’AREV ha iniziato una collaborazione con la Direzione flora, fauna, caccia e pesca che, tramite i suoi funzionari legati ai settori “fauna” ed “educazione ambientale”, hanno animato attività di conoscenza degli ambienti alpini, degli animali e delle piante selvatiche degli stessi, e delle relazioni che l’uomo ha instaurato nel corso dei millenni con loro. 

 

Questa attività di animazione ha utilizzato il coinvolgimento emotivo dei partecipanti quale tramite per scambiare elementi di riflessione e prospettive diverse dalle quali osservare e percepire queste dimensioni ancora così poco conosciute. Inizialmente queste proposte dovevano essere suddivise in due categorie di utenza, cioè “grandi” e “piccini”, ma poi spontaneamente si è creata un’inattesa mescolanza tra le stesse. Si sono anche naturalmente attivate, a seconda delle esigenze del momento, collaborazioni tra animatori di interventi ludici specifici dell’AREV e quelli dell’Assessorato. Visto il deciso apprezzamento da parte dei presenti e dei partecipanti a queste attività, dal prossimo anno si valuterà la possibilità di progettare a monte e quindi di attivare interventi congiunti tra gli operatori di questi due Enti.



Fotografie di Marie Claire Chaberge

 
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