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Piante Officinali

ROSA CANINA L.

di Annie Vout e Ugo Lini
CARTA D'IDENTITÁ

FAMIGLIA: Rosaceae
GENERE E SPECIE: Rosa canina L.
NOME ITALIANO: Rosa selvatica
NOME FRANCESE: Eglandier
NOME PATOIS: Grattacu
DROGA: Fiori, foglie, frutti
PRINCIPI ATTIVI: Acidi organici, vitamina C, tannini.

DESCRIZIONE BOTANICA
Arbusto cespuglioso a foglia caduca alto fino a due metri con numerose spine sui rami. I fiori hanno un colore che varia dal bianco al rosa acceso e sono riuniti in corimbi. Il frutto è dato da alcuni acheni ovali con la superficie pelosa, racchiusi nel ricettacolo che durante la maturazione diventa carnoso: questo, che è in effetti un falso frutto, viene chiamato cinorrodonte.

DOVE SI TROVA
La rosa canina è un arbusto presente in tutta Italia, cresce spontanea nei terreni incolti, boschi, siepi, sino a bassa quota ed è considerata una pianta infestante.

 

COLTIVAZIONE
TERRENO E AMBIENTE
Si sviluppa rapidamente in qualsiasi terreno e sopporta bene il freddo e il secco.

PROPAGAZIONE
La pianta si moltiplica per talea legnosa, per divisione di cespi e per seme.

SESTO D'IMPIANTO
In Italia, è utilizzata principalmente come portainnesto delle principali varietà ibride di rose oppure come pianta ornamentale quindi la coltura si limita a pochi esemplari isolati o allevati a siepe situati nei giardini di casa. I frutti, anche se di rado, sono raccolti allo stato spontaneo e la sua coltivazione non è molto ricorrente. L’impianto si esegue in autunno oppure in primavera presto utilizzando piantine a riposo vegetativo. Il sesto d’impianto consigliato è di 2 m tra le piante e 2-2,5 m tra le file. L’allevamento è a cespuglio e richiede dei tutori (es. pali di legno) visto che le piante adulte possono raggiungere i 2-3 m di altezza.

CONCIMAZIONE
Per quanto riguarda la concimazione di fondo, occorrono 400-500 q/ha di letame bovino ben maturo da integrare eventualmente con apporti di azoto alla ripresa vegetativa e fosforo e potassio poco prima dell’inverno.

CURE COLTURALI
L’irrigazione localizzata con i sistemi a goccia oppure a microirrigazione è preferibile perché permette di evitare inutili sprechi d’acqua.
La potatura della rosa canina allevata a cespuglio prevede un rinnovo dei rami vecchi e secchi cercando di arieggiare il centro della pianta, mantenendo la vegetazione sui bordi.
Il terreno può essere inerbito sull’interfilare oppure lavorato. Si può anche scegliere la pacciamatura con agritelo o altro.
La pianta è sensibile alla ruggine e alla ticchiolatura quindi è necessario limitare le irrigazioni ed effettuare dei trattamenti preventivi con prodotti a base di verde rame.
Occasionalmente la rosa canina può essere attaccata dagli afidi. Trattare con prodotti naturali come il sapone bianco di Marsiglia oppure macerazioni di ortiche.

 


RACCOLTA E CONSERVAZIONE
La raccolta, resa difficoltosa dalle spine, si esegue in autunno a maturazione dei frutti, dopo le prime gelate. La conservazione in frigorifero può durare alcune settimane. Fuori frigorifero alcuni giorni.

PROPRIETÁ TERAPEUTICHE
Astringenti, diuretiche, vitaminizzanti. Uso esterno come decongestionante oculare, per lavaggi detergenti e in gargarismi lenitivi nelle infiammazioni del cavo orale.

NOTIZIE GENERALI E STORIA
La rosa canina produce delle bacche acidule ma ricche di vitamina C che possono essere impiegate per confezionare delle ottime confetture. Ha proprietà diuretiche, sedative e leggermente lassative.
Pagina a cura dell'Assessorato dell'Agricoltura e Risorse Naturali © 2014 Regione Autonoma Valle d'Aosta
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