Mont Rose
FILIERA CORTA NELLA VALLE DI CHAMPORCHER
di FAUSTA BAUDIN
Assessore all’ambiente, istruzione e beni culturali del comune di Champorcher
La presentazione del progetto fi liera corta e del logo “Valle di Champorcher” (29 giugno 2011). I sindaci dei tre comuni con l’autore dei disegni, Ezio Bordet, e il grafi co Matteo Kratter, che ha realizzato il logotipoLa valle di Champorcher si è affermata, a partire dalla fi ne degli anni ‘60, almeno nel comune di testata, come zona a prevalente vocazione turistica legata soprattutto allo sci alpino e nordico. Negli ultimi anni anche Champorcher, come altre piccole stazioni, sta vivendo un momento di crisi; contemporaneamente si stanno però anche gradualmente affermando altre potenziali risorse, tra cui il polo culturale del Forte di Bard e il Parco regionale del Mont Avic, originariamente limitato solo a parte del territorio di Champdepraz e ampliato nel 2003 sul versante di Champorcher. Da anni, inoltre, si assiste a un notevole sviluppo spontaneo dell’escursionismo, del trekking e di attività legate agli sport di natura (arrampicata, MTB, kayak, Nordic walking, racchette). Le scelte sul futuro del paese, secondo il Piano di sviluppo turistico di recente approvato dal Consiglio comunale di Champorcher, devono tenere conto di queste nuove opportunità e puntare al “completamento e alla diversifi cazione dell’offerta turistica considerando che vi è la necessità di ripensare lo sviluppo invernale ed estivo in funzione sia delle nuove attese dei clienti che del cambiamento climatico in corso”1. In questo senso il Piano suggerisce, per la nostra piccola realtà, un nuovo posizionamento connotato come “natura e multisport”, che è un’evoluzione (multisport) e un’integrazione (natura) per una località bistagionale, e risulta essere adeguato a sostenere anche il futuro sviluppo turistico dell’intera valle2. Tra le principali linee di indirizzo, oltre al miglioramento della qualità della ricettività, del decoro urbano e della mobilità interna, e all’allungamento delle piste, il Piano indica anche il rafforzamento del legame tra turismo, agricoltura e artigianato, “prevedendo una linea di sviluppo di questo tipo, con la creazione di fi liere corte ”3.
In linea con questi indirizzi, i tre comuni della valle, Hône, Pontboset e Champorcher hanno avviato, già dalla scorsa estate, un progetto di fi liera corta, improntato alla fi losofi a dei “km zero” già sperimentata con successo in altre realtà. L’obiettivo principale è quello di valorizzare i prodotti agricoli di qualità della vallata, e più in generale tutto il territorio, attraverso la loro commercializzazione direttamente dal produttore o nelle strutture ricettive e commerciali locali. La valle ha, infatti, mantenuto nel tempo una discreta presenza di attività agricole ed alcune di esse, sorte di recente, sono dedicate a nuove produzioni quali le erbe offi cinali e i piccoli frutti, e sono in alcuni casi integrate con la ricettività turistica. Nel comune di Hône già da qualche anno è stata avviata la produzione di segala autoctona per la produzione della micóoula, pane di segale con castagne, noci, fi chi e uvetta, ed ora, anche negli altri comuni, diversi agricoltori, per professione o per passione, si stanno organizzando per proporre ad un pubblico più vasto i loro prodotti che comprendono piccoli frutti, ortaggi, lumache, miele, formaggi e latticini, ed erbe officinali.
Al fi ne di sottolineare la qualità, la provenienza dei prodotti, l’unitarietà della Vallata, e la caratterizzazione rurale delle proposte di fruizione (cene, aperitivi a Km zero, escursioni, visite in azienda) si è deciso di realizzare un logo4, creato dall’artista originario di Pontboset Ezio Bordet, che rappresenta un agricoltore durante la mietitura della segale. Lo studio Atelier Projet ha coordinato in questi mesi gli operatori agricoli, commerciali e turistici (gestori di strutture ricettive e guide escursionistiche) nella realizzazione di numerosi eventi fi nalizzati a promuovere questa iniziativa. È infatti importante che i prodotti locali, con le relative aziende, siano sostenuti da una corretta valorizzazione, per evitare la perdita della loro valenza culturale se presentati in luoghi anonimi e avulsi dal mondo rurale (alberghi, bar, ristoranti, negozi, ecc.) e senza un adeguato accompagnamento.
Anche il Parco Mont Avic partecipa al progetto, con lo scopo di promuovere tra gli aderenti anche buone pratiche ambientali: in questo senso ha offerto sostegno agli imprenditori della fi liera corta, nell’iter per ottenere la certifi cazione Ecolabel.
La fi liera corta della Valle di Champorcher ha tutti i requisiti per poter entrare a far parte, magari in sinergia con altri comuni o altre vallate, di uno dei progetti cofi nanziati dal G.A.L. bassa Valle, nell’ambito del Piano di sviluppo locale (PSL) fi nanziato dal programma comunitario Leader +.
Uno dei prodotti completamente a Km. zero: la micóoula di HôneIn particolare c’è l’intenzione di partecipare al bando relativo alle fi liere corte, viste nel PSL come opportunità di sviluppo integrato tra turismo e agricoltura, che “contribuiscono alla connotazione del territorio e ne favoriscono una chiara riconoscibilità, aumentando l’attrattività turistica, la multifunzionalità dell’impresa agricola, stimolano la strutturazione di nuovi partenariati tra privati e pubblico- privati fi nalizzati allo sviluppo economico del territorio (accordi di fi liera; protocolli di intesa su qualità, quantità, paniere di prodotti), permettono di aprire nuovi sbocchi di mercato ai prodotti del territorio, e infi ne forniscono gli strumenti funzionali alla valorizzazione dei prodotti del terroir attraverso la garanzia della loro qualità e tracciabilità”5



Note:
1 I.R.E., Piano di sviluppo turistico del comune di Champorcher, approvato con deliberazione del Consiglio comunale n. 49 del 22/12/2011.
2 Il Piano individua anche la possibile estensione dei mercati potenzialmente interessati verso paesi esteri, quali ad esempio Germania, Svizzera e Paesi Scandinavi.
3 I.R.E., Piano di sviluppo turistico del comune di Champorcher, cit. p. 5 : “Sarebbe quindi auspicabile che gli agricoltori si impegnassero nella trasformazione, per creare sinergie con gli altri operatori. In questo modo si otterrebbero prodotti tipici comunali, distribuibili negli esercizi commerciali, in eventuali punti vendita ad hoc e utilizzabili anche nelle strutture della ristorazione. Un obiettivo perseguibile più facilmente qualora sostenuto da politiche attive da parte degli enti pubblici territoriali. In parallelo le imprese agricole potrebbero collegarsi ai circuiti di visita sia a tema naturalistico, sia a tema gastronomico, partecipando all’offerta con le formule delle fattorie didattiche e delle degustazioni in azienda”.
4 Poi trasformato in immagine con cui la vallata promuoverà unitariamente tutte le altre iniziative turistiche.
5 GAL Bassa Valle, Piano sviluppo locale, scheda PTO “fi liera corta dei prodotto locali”.
   
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