Editoriale
Editoriale
Manuela Zublena
Assessore al territorio e ambiente
Il progetto editoriale incentrato sulle Comunità Montane dalla nostra rivista prosegue con questo numero dedicato alla Comunità Monte Cervino.
Questo territorio viene spesso identificato con la sua parte apicale, per la grande notorietà internazionale del Monte Cervino e anche l’itinerario proposto in questo numero si svolge proprio ai piedi della Gran Becca. Non dobbiamo però dimenticare che il territorio di questa Comunità, ricca di tradizioni, inizia dal fondovalle, includendo realtà urbanistiche e territoriali molto varie: si va da centri di rilevanti dimensioni, per la realtà valdostana, caratterizzati da attività industriali e del terziario quali Châtillon e Saint- Vincent, centro di grande vocazione turistica, dove è forte lo slancio per il rilancio del Casinò e degli antichi stabilimenti termali, il cui prossimo recupero è oggetto di un articolo della rivista, a centri prettamente montani e tra i più piccoli della nostra regione come Chamois e La Magdeleine.
Il clima mite del fondovalle favorisce poi colture agricole di pregio, come la viticoltura, localizzata soprattutto nel comune di Chambave, e il clima è anche all’origine di peculiarità naturalistiche, soprattutto a livello botanico, trattate in questo numero.
Più a monte troviamo una particolarità alpina, il Comune di Chamois, l’unico nel nostro territorio raggiungibile solo a piedi o in funivia. Tale peculiarità ha una valenza turistica di pregio, che è stata oggetto di un progetto Interreg denominato “Chamois, perla delle Alpi”.
Anche altri comuni di montagna stanno valorizzando le loro risorse territoriali, come è avvenuto con il progetto di recupero degli storici mulini nel comune di La Magdeleine e con la creazione del museo etnografico nel Comune di Torgnon. Non possiamo poi non trattare di Valtournenche e in particolare di Breuil-Cervinia, la stazione sciistica di fama internazionale ai piedi dell’omonimo monte, la cui urbanizzazione rapida e talora poco rispettosa dell’ambiente di alta montagna è oggetto nelle pagine che seguono di una profonda analisi critica.
Una varietà di realtà territoriali e urbanistiche legate a contesti geografici differenti, cui è corrisposto nel tempo un diverso sviluppo e quindi una diversa connotazione culturale e turistica. Un contesto per tale motivo molto complesso che richiede oggi agli amministratori uno sforzo supplementare nella pianificazione del territorio al fine di saper dare una valorizzazione adeguata ad ogni realtà, in un’ottica integrata ma non omologatrice.
Un’area in cui, soprattutto nella parte apicale della Valtournenche, pressioni esterne hanno di fatto imposto mode e stili che risultano essere oggi oggetto di criticità proprio perché a suo tempo è mancata una risposta originale legata alle peculiarità territoriali.
Per lo sviluppo futuro si tratta quindi di riuscire ad interpretare le nuove tendenze e i nuovi bisogni di uso del territorio, ponendo alla base della pianificazione principi solidi di sostenibilità ambientale, di tutela del patrimonio naturale e tradizionale e di valorizzazione delle specificità paesaggistiche. Facendo i conti con una visione del territorio, non solo suolo da valorizzare attraverso interventi edilizi, ma suolo da proteggere e conservare perché risorsa e valore anche economico.
Buona lettura.
 
Pagina a cura dell'Assessorato territorio, ambiente e opere pubbliche © 2019 Regione Autonoma Valle d'Aosta
Condizioni di utilizzo | Crediti | Contatti | Segnala un errore