Contrasto all'evasione fiscale

“Tutti sono tenuti a concorrere alle spese pubbliche in ragione della loro capacità contributiva.”
Tale principio, affermato dall’articolo 53 della Costituzione italiana, costituisce il fondamento giuridico del contrasto all’evasione fiscale.

 Le imposte e le tasse pagate dai cittadini sono la base economica su cui si basano gli Stati per poter esistere e funzionare. Per vivere in uno Stato equo è necessario che ogni cittadino adempia ai suoi doveri fiscali nel rispetto della legge.
Le pubbliche amministrazioni, siano esse statali, regionali o locali, sono tenute, nell’ambito della loro attività a vigilare sulla corretta applicazione del principio giuridico affermato dall’art. 53 della Costituzione. Di conseguenza, nel corso del tempo sono state emanate norme finalizzate al controllo del corretto adempimento degli obblighi fiscali da parte dei cittadini, nonché di un sistema sanzionatorio destinato a coloro che non adempiono spontaneamente agli obblighi previsti dalle norme fiscali.
Allo stesso modo, per ottenere una più corretta applicazione delle norme vigenti in materia fiscale, sono state create collaborazioni interistituzionali tra diversi uffici ed enti, oggi ancora più efficaci grazie all’integrazione tra diverse banche dati.

La Regione Valle d’Aosta, con l’emanazione dell’art. 33 della legge regionale n. 30 del 2011, volto a disciplinare la partecipazione degli enti locali all’accertamento di tributi, ha inteso porre le basi per una collaborazione fattiva con gli altri enti presenti sul territorio al fine di contrastare fenomeni di evasione o elusione fiscale.

 

 

PARTECIPAZIONE DEI COMUNI ALLE ATTIVITA' DI ACCERTAMENTO FISCALE

L’art. 44 del decreto del Presidente della Repubblica n. 600 del 1973 introduce nell’ordinamento la partecipazione dei comuni all’accertamento dei redditi dei contribuenti. Il testo originale dell’articolo è stato modificato a più riprese nel tempo. In particolare, l’articolo 1 del decreto-legge n. 203 del 2005, convertito, con modificazioni dalla legge n. 248 del 2005, riconosce un’incentivazione finanziaria per i comuni che partecipano all’accertamento fiscale e contributivo, ovvero una parte delle somme recuperate con la collaborazione dei comuni nel segnalare situazioni fiscali anomale viene riversata ai comuni stessi.
Le disposizioni normative sono state integrate e dettagliate da provvedimenti, di contenuto tecnico, emanati dall’Agenzia delle entrate e dall’Agenzia del territorio.
Fra i provvedimenti emanati, particolarmente importante è quello congiunto dell’Agenzia delle entrate con l’Agenzia del territorio, n. 187461 del 3 dicembre 2007, che stabilisce che i comuni partecipano all’attività di accertamento nell’ambito del contesto ordinario delle loro attività istituzionali e definisce le modalità e gli ambiti di intervento di tale partecipazione.
Inoltre, l’Agenzia delle entrate, con il provvedimento n. 175466 del 26 novembre 2008, ha definito le modalità tecniche di trasmissione alla stessa Agenzia, da parte dei Comuni, delle informazioni utili ai fini dell’accertamento dei tributi.

In questo contesto si inserisce l’attività della Regione, che in collaborazione con la Direzione regionale dell’Agenzia delle entrate e il Consiglio permanente degli enti locali, ha portato all’elaborazione del Protocollo d’intesa per la partecipazione dei comuni alle attività di accertamento dei tributi erariali, dell’addizionale regionale all’Irpef e dell’Irap, nel territorio della regione Valle d’Aosta.

In seguito, la Regione e il CPEL hanno integrato l’attività con un nuovo Protocollo d’intesa per la collaborazione tra la Regione e i Comuni nello svolgimento dell’attività di contrasto all’evasione nel territorio della regione Valle d’Aosta in materia di tributi regionali.

 



 



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