Gli assi del Programma di Sviluppo Rurale
ASSE 1 - Miglioramento della competitività del settore agricolo e forestale
Questo Asse sostiene le aziende agricole e forestali promuovendone il potenziale umano, il capitale fisico e la qualità della produzione.
Sono cinque le misure cofinanziate del PSR che perseguono questa finalità, promuovendo il ricambio generazionale (Misure 112 e 113 per l’insediamento di giovani agricoltori ed il prepensionamento), il valore aggiunto dei prodotti forestali (Misura 123) ed il miglioramento della qualità dei prodotti agricoli (Misure 132 e 133).
ASSE 2 - Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale
Questo Asse ha quali obiettivi principali la tutela del territorio, la conservazione della biodiversità, la difesa delle risorse idriche e la riduzione dei gas serra.
Le tre Misure si propongono di riconoscere lo sforzo delle aziende nella manutenzione del territorio, attraverso pratiche agricole di tipo tradizionale a basso impatto ambientale e condizionate dal clima e dai terreni di montagna.
L’indennità compensativa (Misura 211) ha proprio lo scopo di compensare lo svantaggio naturale dell’agricoltura di montagna rispetto a quella di pianura.
I pagamenti agroambientali (Misura 214) sono strutturati in diverse azioni in modo da operare razionalmente in diversi settori/ambiti. Sono previsti premi per la riduzione del carico animale e degli input chimici, e premi per l’incremento dei metodi biologici; comportamenti che salvaguardano l’alto grado di biodiversità delle zone montane e limitano il degrado e l’alterazione del territorio.
Vi sono poi interventi che tutelano la ricchezza del patrimonio di alcune razze autoctone (Valdostana Pezzata Nera e Castana, Caprina Valdostana e Ovina Rosset).
ASSE 3 - Qualità della vita nelle zone rurali e diversificazione dell’economia rurale
Questo Asse sostiene le iniziative di diversificazione verso attività non prettamente agricole e gli interventi per migliorare il livello della qualità della vita nelle zone rurali, agendo sulle attività rivolte alle imprese e alla popolazione presenti nel territorio e sulle opportunità occupazionali possibili.
La manutenzione e il recupero del patrimonio del mondo rurale (quali le architetture dei villaggi, la sentieristica, il sistema dei rû), la creazione di nuove opportunità occupazionali (attraverso la diversificazione in attività non agricole e la nascita di microimprese) e lo sviluppo dei servizi sul territorio sono strumenti con cui agire per mantenere il tessuto sociale delle collettività nelle zone marginali e preservare il modello della famiglia rurale, al fine di contrastare il fenomeno dell’abbandono delle zone svantaggiate.
Inoltre, tutte queste azioni permettono di migliorare l’attrattività dei luoghi e, di conseguenza, lo sviluppo di un turismo rurale rispettoso dell’ambiente ed interessato al nostro terroir (inteso come insieme di ambiente, cultura e tradizione).
ASSE 4 - Approccio Leader
Già nella passata programmazione, l’approccio Leader ha promosso lo sviluppo di politiche del territorio pensate e gestite direttamente dagli attori locali. Gli operatori dello spazio rurale, chiamati ad organizzarsi in partenariati socio-economici, diventano promotori di progetti che interessano direttamente il proprio territorio, anche attraverso reti di scambio di esperienze e attività.
Una volta costituiti, i GAL (Gruppi di Azione Locale), che saranno presumibilmente tre, dovranno redigere il loro Piano di Sviluppo Locale (PSL), le cui strategie saranno basate su alcune Misure dell’Asse 3 attivate non più a “regia regionale”, ma secondo l’approccio Leader.