Monitoraggio del Piano Energetico Ambientale Regionale - PEAR

La Delibera di Giunta Regionale n. 535 del 02 maggio 2018 ha approvato il documento di Monitoraggio del Piano Energetico Ambientale (PEAR) e i Bilanci Energetici Regionali 2007-2015 (Allegato 1 al Monitoraggio del PEAR).

Il monitoraggio del PEAR è previsto dalla legge regionale n. 13 del 25 maggio 2015 ove all’articolo 27 comma 5, lettera c) si cita che la struttura regionale competente effettua il monitoraggio biennale del PEAR in coerenza con gli obiettivi del decreto del Ministro dello Sviluppo Economico del 15 marzo 2012 [...] (c.d. Decreto di Burden Sharing)” e dalla legge regionale n. 3 del 20 marzo 2018 (che modifica la legge regionale n. 12 del 26 maggio 2009) che indica che per i piani e programmi soggetti alla Valutazione Ambientale Strategica (VAS) è necessario redigere un documento di monitoraggio i cui risultati devono essere trasmessi periodicamente alla struttura competente.

Il monitoraggio del PEAR, oltre ad assolvere ad un obbligo di legge, costituisce uno strumento importante per analizzare l’evoluzione del sistema energetico regionale, verificare il raggiungimento degli obiettivi posti nella pianificazione energetica regionale e per mettere in atto le misure correttive necessarie.

Il monitoraggio del sistema energetico regionale è fondamentale in quanto a livello europeo e nazionale vengono ormai posti obiettivi al 2030 e 2050 sempre più sfidanti verso i quali le pianificazioni nazionali ma soprattutto anche quelle regionali dovranno tendere. La Strategia energetica Nazionale (SEN 2017) pone infatti al 2030 il raggiungimento del 28% delle fonti energetiche rinnovabili sui consumi finali lordi, la riduzione dei consumi del 30% rispetto al livello tendenziale e una riduzione delle emissioni di CO2 del 39% rispetto al livello inerziale del 1990. La Strategia nel capitolo “le linee di azione per la governance” riporta che “le regioni dovranno essere parte attiva e partecipe per il raggiungimento degli obiettivi nazionali….I Piani Energetici Ambientali di ciascuna regione devono risultare nell’insieme coerenti con gli impegni nazionali…

Il monitoraggio del PEAR, attraverso l’analisi degli andamenti energetici del territorio, consente, inoltre, di ottimizzare la gestione delle risorse locali e di individuare i settori maggiormente energivori verso i quali  indirizzare eventuali strumenti di agevolazione. A riguardo nel documento vengono analizzate  le azioni e misure economiche attualmente vigenti sia a livello regionale sia nazionale per l’efficientamento energetico e lo sviluppo delle fonti rinnovabili.

Il monitoraggio del PEAR prende in considerazione il periodo temporale dal 2011 al 2015 e prevede un aggiornamento biennale in coerenza con il Decreto Ministeriale di Burden Sharing. Parte integrante del documento in oggetto è il Bilancio energetico regionale (BER) redatto per il periodo dal 2007 al 2015.

 

  • OBIETTIVI

Il monitoraggio del PEAR ha lo scopo di analizzare gli andamenti delle produzioni e dei consumi sul territorio regionale rispetto a quanto riportato nel Piano Energetico Ambientale Regionale attualmente vigente e di verificare il raggiungimento degli obiettivi posti nella pianificazione energetica al 2020.

Con il Decreto Ministeriale di Burden Sharing le regioni sono state “chiamate” a contribuire entro il 2020 al raggiungimento dell’obiettivo nazionale del 17% di fonti energetiche rinnovabili sul consumo finale lordo, obiettivo attualmente già raggiunto dall’Italia e che costituisce comunque un punto di partenza per obiettivi più sfidanti previsti dalle politiche energetiche europee per il 2030 e per il 2050.

In particolare per la Valle d’Aosta è stato attribuito dal Burden Sharing una quota di fonti energetiche rinnovabili (FER) sul consumo finale lordo (CFL) al 2020 pari al 52,1%.

Attraverso specifici indicatori energetici e ambientali, individuati nella fase di redazione della Valutazione Ambientale Strategica (VAS) del PEAR, sono stati analizzati sia gli aspetti energetici che ambientali del PEAR:

- per quanto riguarda gli aspetti energetici il monitoraggio del PEAR ha consentito di mettere in relazione le produzioni e i consumi energetici rilevati sul territorio regionale con quanto riportato nello “scenario di piano” del PEAR e con quanto attribuito alla regione Valle d’Aosta da GSE/ENEA per il calcolo dell’obiettivo di Burden Sharing.

- per quanto riguarda gli aspetti ambientali è stata effettuata, con il supporto delle strutture competenti delle tematiche ambientali e attraverso specifici indicatori, un’analisi delle principali componenti ambientali aria, acqua, suolo e biosfera, paesaggio, radiazioni non ionizzanti, rifiuti e rumore direttamente connesse agli interventi di piano, al fine di verificare le ricadute ambientali degli interventi a carattere energetico realizzati sul territorio regionale.

A partire dall’analisi degli andamenti energetici rilevati nell’ambito del monitoraggio, visto che sono emersi alcuni scostamenti di consumi e produzioni rispetto a quanto previsto nel PEAR, sono stati definiti dei nuovi scenari di sviluppo dal 2016 -2020 al fine di verificare il raggiungimento degli obietti di PEAR al 2020.

 

  • RISULTATI – INDICATORI ENERGETICI

Per ciascun intervento previsto nel PEAR (incremento delle fonti energetiche rinnovabili, riduzione del fabbisogno energetico e incremento dell’efficienza di conversione energetica) sono stati definiti degli indicatori di realizzazione (numero di impianti, potenze installate, ecc.) e risultato (produzioni termiche, produzioni elettriche, ecc.) necessari per la verifica degli andamenti previsti nello scenario di piano e per il calcolo degli obiettivi di piano in particolare dell’obiettivo di Burden Sharing.

 

E’ emerso quindi che per quanto riguarda la PRODUZIONE DI ENERGIA DA FONTI RINNOVABILI (FER) al 2015 circa l’86% della produzione è costituita da rinnovabili elettriche e il 14% da rinnovabili termiche.

Le rinnovabili elettriche sono composte per il 99% da energia idroelettrica e per la restante parte da produzione di energia da fotovoltaico, eolico, biomassa e biogas.

Le rinnovabili termiche sono costituite per circa l’82% da biomassa, l’11% da calore rinnovabile (ovvero calore prodotto prevalentemente dalle centrali di teleriscaldamento alimentate a biomassa e pompa di calore presenti sul territorio) e per la restante quota da pompe di calore, solare termico e biogas.

 

Per quanto riguarda i CONSUMI FINALI LORDI TERMICI (CFL), al 2015 il 41% è costituito da consumi termici fossili, il 25% da consumi di fossili per i trasporti, dal 12% da consumo termico da fonte rinnovabile e per il 23% da consumi di energia elettrica. Se si analizzano solo i consumi termici, ovvero consumi generati principalmente da impianti di riscaldamento, emerge che al 2015 mediamente il 41% è generato da prodotti petroliferi, il 34% da gas naturale e il 23% da fonti energetiche rinnovabili.

 

 

Gli OBIETTIVI posti nella pianificazione energetica, in particolare l’obiettivo di Burden Sharing, sono stati raggiunti e ampiamente superato al 2015 e si ipotizza che tale tendenza rimanga tale fino al 2020.

 

  • RISULTATI – INDICATORI AMBIENTALI

Per quanto riguarda gli aspetti ambientali riportati nella Valutazione Ambientale Strategica (VAS) a seguito dell’analisi dei risultati degli indicatori di contesto ambientale, condivisa con le strutture competenti, non sono emerse particolari criticità a livello di ricaduta ambientale e anche i nuovi scenari delineati non comportano impatti significativi sull’ambiente differenti da quanto previsto nel Piano energetico Ambientale Regionale. 

 

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