Horrea, culina

HORREA / magazzini
Nella parte nord, a un muraglione di terrazzamento in opus cŠmenticium (conglomerato di pietrame e malta) del retrostante terreno in pendio, sono addossati vani di servizio e di deposito di prodotti agricoli (horrea) che costituiscono la pars rustica e fructuaria della villa; si distinguono un grande ambiente, forse un magazzino, suddiviso da file di pilastri, e un vano sopraelevato.

CULINA / cucina
Nell'angolo nord-est si trovava la cucina (culina), con forni e piani di cottura in muratura, su cui si accendeva il fuoco e si collocavano su treppiedi i recipienti; nella villa della Consolata, come in altre abitazioni private, questo ambiente Ŕ adiacente ai balnea, comunicante, in particolare, con il calidarium attraverso un focolare (prŠfurnium).
Quest'ultimo era costituito da un piccolo vano in cui si immettevano notevoli quantitÓ di combustibile - legna ben asciutta o carbone di legna, per ridurre il fumo e, per quanto possibile, il rischio di intossicazioni -; da un'apertura nel muro divisorio, provvista, per quel che ci Ŕ noto di questo sistema di riscaldamento, di una porta metallica con bocca di ventilazione e preceduta da un'area di raccolta della cenere, il calore passava nell'hypocaustum, il cui fondo si trovava a livello del pavimento della cucina.

 

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Ricostruzione di cucina di tipo pompeiano con bancone in muratura
In un'architettura come quella romana, che non aveva sviluppato l'uso di veri e propri camini, i fumi della cottura fuoriuscivano da aperture nel tetto provviste di tegole a comignolo. Sul piano di cottura, circondato da una fila di coppi, si stendeva un letto di braci.
Sulle pareti (vedi disegno ricostruttivo) Ŕ affrescato un larario, luogo del culto familiare: al centro, i Laricoronati, divinitÓ della casa, danzano versando vino da recipienti a forma di capro (rhytÓ); di lato, due serpenti emergono dal mondo sotterraneo per ricevere offerte, fra cui delle uova, poste su un altare.

Gastronomia di etÓ romana: Apicius, De re coquinaria
APICIO, Ars culinaria
VI, 9: Pullum frontinianum: pullum praedura, condies liquamine, oleo mixto, cui mittis fasciculum anethi, porri, satureiae et coriandri viridis, et coques. Ubi coctus fuerit, levabis eum, in lance defrito perunges, piper aspargis et inferes.
IV, 2: Aliter patina de asparagis: adicies in mortario asparagum praecisuras, quae priciuntur, teres, suffundes vinum, colas. Teres piper, ligusticum, coriandrum viride, satureiam, cepam, vinum, liquamen et oleum. Sucum transferes in patellam derunctam et, si volueris, ova dissolves ad ignem, ut obliget. Piper minutum asperges et inferes.

APICIO, L'arte culinaria
VI, 9: Pollo alla maniera di Frontone. Scotta sulle braci un pollo e condiscilo con garum* mescolato con dell'olio a cui avrai aggiunto un mazzetto di aneto, porro, santoreggia e coriandolo verde. Cuoci. Quando sarÓ cotto, toglilo dal fuoco e nel piatto di portata bagnalo ben bene con mosto cotto. Cospargi di pepe e servi in tavola.
IV, 2: Variante di un tortino di asparagi. Metti nel mortaio quelle parti degli asparagi che si gettano, e che invece sono apprezzabili, tritale, bagnale con vino, scolale. Fai un trito con pepe, ligustico, coriandolo verde, santoreggia, una cipolla, del vino, garum e olio. Versa questo sugo in una padella ben unta e, se vuoi, stemperaci delle uova, tenendo il tutto sul fuoco, in modo che leghi bene. Cospargi di pepe macinato e servi.
*garum: la salsa (liquamen) per eccellenza della cucina romana, a base di pesci marinati.

 



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