La "Sala delle teste"

Le mensole intagliate nel soffitto del salone principale sono in tutto 171 e vennero realizzate intorno al 1432 per conto del nobile Giovanni Sarriod de La Tour. Nelle sculture affiora un gusto che si spinge ai limiti del grottesco e che, nell'infinito senso combinatorio di elementi umani e animali, non puň non evocare l'opera visionaria di Hieronymus Bosch.

Oltre a un vasto repertorio di volti e personaggi “per bene” (nobildonne agghindate con copricapi a sella all'ultima moda e fronti rasate, gentiluomini con cappucci e berretti di varie fogge), nella sala domina incontrastato l'universo carnevalesco: dall'alto del soffitto, il suonatore di piva, i folli sghignazzanti con i tipici copricapi, il leccaculo, l'irsuto uomo selvatico e vari personaggi raffigurati in pose oscene o con i volti deformati da smorfie feroci e sbeffeggianti sembrano quasi incitare il visitatore a unirsi alla chiassosa festa. Alle figure di animali domestici (il cane, il gatto, l'anatra) e selvatici (il lupo, il cinghiale, lo scoiattolo, il serpente, il cervo) rispondono creature fantastiche (la sirena, l'unicorno, il drago, il volto trifronte) e una serie di mostri di aspetto capriccioso, bizzarro e diabolico che sembrano affiorare direttamente dal mondo degli inferi.

Le mensole, verosimile opera di intagliatori valdostani, preludono ad alcune raffigurazioni del magnifico coro ligneo della cattedrale di Aosta realizzato, intorno al 1469, da Jean Vion di Samoëns e dal valdostano Jean de Chetro, che dovette crescere all'interno di questa bottega.

 



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