Cortile

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Il cortile era il fulcro della vita "pubblica" del castello: il luogo in cui Giorgio di Challant volle concentrare una ricca decorazione, carica di valenze simboliche e in grado di esercitare un fascino immediato sui visitatori.
Le tracce lasciate dal trascorrere del tempo offrono del cortile un'immagine ormai "a mezzetinte"; tuttavia l'effetto di straordinario fasto decorativo permane ancora del tutto inalterato.

Ancora oggi al centro del cortile si innalza la famosa fontana del melograno; sulle pareti si snoda la fitta sequenza di stemmi della casata; i monocromi, con figure di prodi ed eroine del mondo antico, ornano le mura del giardino; le lunette del porticato raffigurano scene di vita quotidiana del borgo.

Il "Miroir pour les enfants de Challant", sequenza di stemmi affrescati sulle pareti del cortile, era destinato a mantenere vivo il ricordo degli avi, evocando le pi¨ prestigiose alleanze matrimoniali della casata.

Nel giardino, le figure di saggi ed eroi dipinti a monocromo sul muro di cinta ľ oggi purtroppo semicancellate ľ evocano le virt¨ della tradizione classica. ╚ la cultura rinascimentale a fare capolino nel mondo tardogotico valdostano, richiamata in modelli di comportamento morale che Giorgio di Challant voleva portare ad esempio per le generazioni future.

 

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Porticato

 

Gli affreschi nelle lunette del porticato, eseguiti dalle stesse maestranze attive nella cappella, rappresentano con notevole realismo la vita quotidiana del borgo, sottolineando il clima di benessere economico e di pacifica operositÓ che Ŕ frutto di un governo saggio e illuminato.

Vi sono raffigurati: il corpo di guardia (ma una delle due scene Ŕ quasi del tutto cancellata), la bottega del fornaio e del beccaio, il mercato, la bottega del sarto, la bottega dello speziale e la bottega del salumiere. Le panche in legno di noce appartengono all'arredo originario tardogotico del castello.

 

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Fontana del melograno

 

Al centro del cortile Ŕ collocata la famosa "fontana del melograno", cosiddetta perchÚ costituita da una vasca in pietra di forma ottagonale sormontata da un albero in ferro battuto.

La funzione di questo pregevole manufatto, collocato in una posizione privilegiata all'interno del castello, non sembra dipendere solo da una volontÓ di riprodurre in maniera fedele la natura, in un intento dichiaratamente mimetico, quanto piuttosto dalla volontÓ di realizzare un'opera dalle forti valenze simboliche. Infatti, osservando da vicino l'albero - in origine probabilmente policromo -, si nota che le foglie riproducono quelle della quercia, mentre i frutti sono indubbiamente quelli del melograno.

Simbolicamente, la melagrana rimanda a temi quali la castitÓ e l'unitÓ della famiglia, mentre la quercia assume significati di forza e antichitÓ.á
Tutti questi precisi richiami alle virt¨ della casata Challant sembrano confermare l'ipotesi che la fontana sia stata realizzata da Giorgio di Challant in occasione del matrimonio del nipote, Filiberto di Challant, con Louise d'Aarberg, nel corso del 1502.

Una copia della fontana Ŕ attualmente collocata nella piazza antistante la Rocca nel Borgo medievale di Torino: si tratta della riproduzione che fu realizzata, dopo gli accurati studi che ne fece Alfredo d'Andrade all'inizio del XX secolo, per il padiglione piemontese dell'Esposizione Internazionale di Roma del 1911.

 



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