Il Castello dei Sogni. La straordinaria avventura di Vittorio Avondo a Issogne

 

Issogne 1872. Il castello entra a far parte delle proprietà di Vittorio Avondo (1836-1910), pittore torinese, raffinato collezionista  e grande appassionato di Medioevo.

È l'inizio di una grande avventura, condivisa con una «lieta brigata» di amici pittori e letterati. È il salvataggio dell'antico castello di Georges de Challant, riportato con sapienza, amore e intelligenza agli splendori d'un tempo. Le pitture sono svelate, le sale sono riaperte, gli arredi recuperati sul mercato antiquario o fedelmente copiati dagli originali per ridare vita ai saloni.

Per la gente, il castello d'Issogne diventa allora il Castello dei Sogni. Il sogno di Avondo, sicuramente, ma anche il sogno romantico di un'intera epoca che ammanta il Medioevo di nobiltà e di mistero.

Dai lavori di Avondo rimane esclusa l'ala occidentale del primo piano, che il proprietario si riserva per i suoi soggiorni al castello. Il nuovo allestimento di queste sale è un salto indietro nel tempo, che consente di entrare nel backstage del lungo cantiere di restauro, di farsi trascinare dall'entusiasmo dei primi momenti, e di conoscere gli uomini e le passioni che mossero tutta l'operazione di recupero.

Varcare questa soglia vuol dire guardare il Medioevo riflesso nello specchio della cultura europea di fine Ottocento. Un viaggio sorprendente, in cui, a completare le sottili tracce di vita vissuta di Avondo, voci e luci avvolgono lo spettatore e straordinari capolavori trovano un'inedita collocazione museale.

 

 

 

Protagonista assoluta dello spazio dedicato a Vittorio Avondo è l’opera Ritorno di Terra Santa, di Federico Pastoris, realizzata per l'Esposizione Nazionale di Torino del 1880 e ambientata nel cortile del castello di Issogne.

 




Torna su