Il "Museo dell'Ammobiliamento valdostano"

La nuova ondata di medievalismo a sfondo littorio promossa negli anni Trenta del ministro dell'Educuazione Nazionale Cesare Maria De Vecchi di Val Cismon investe anche il castello di Fénis, oggetto tra il 1936 e il ‘42 di un pesante intervento volto ad accentuarne la fisionomia medievale. I lavori, condotti sotto la direzione dell'architetto Vittorio Mesturino, comprenderanno tra l‘altro l'integrazione arbitraria della doppia cinta di mura, compromettendo in modo irrimediabile la leggibilità della struttura originaria.

Il programma elaborato da De Vecchi prevedeva inoltre l'allestimento a Fénis del «Museo dell'Ammobiliamento Valdostano». Lo stesso ministro condurrà nel corso del 1936 gli acquisti dei mobili destinati all'esposizione, reperiti per lo più presso antiquari di Saluzzo e di Roma.

La fretta di realizzare al più presto il museo e le ridotte risorse economiche a disposizione, ma soprattutto la scarsa competenza scientifica che guida l'operazione, faranno sì che tra tutti gli arredi acquistati solo una minima parte sia effettivamente di origine valdostana e non impediranno l'acquisizione di mobili pesantemente rimaneggiati, se non addirittura contraffatti.

 



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