Il futuro allestimento

Il progetto di allestimento del nuovo museo nel castello di Aymavilles è stato articolato per fornire al visitatore una doppia chiave di lettura: da un lato raccontare la storia del castello vero e proprio, attraverso il recupero filologico dell’edificio e delle fasi salienti della sua trasformazione, dall’altro dare adeguato rilievo all’importante raccolta d’arte e archeologia dell’Académie Saint-Anselme, coerentemente con la destinazione storica assegnata al castello dagli ultimi discendenti Challant nel corso dell’Ottocento. Nella fattispecie viene messo in risalto l’utilizzo della dimora come residenza stabile in grado di ospitare, a partire dal terzo decennio del XIX secolo, la collezione di Vittorio Cacherano Osasco della Rocca Challant (1778-1857).

Per riuscire a esprimere questi diversi livelli interpretativi, parte della comunicazione museale è stata affidata alle moderne tecnologie multimediali, a corredo e integrazione dei pannelli didattici: in diverse sale sono state infatti previste alcune installazioni audiovisive, i cui contenuti sono focalizzati in relazione agli spazi del castello e ai temi da presentare.

Il percorso museale si snoda su tre livelli, affrontando tematiche diverse: al piano terreno si sviluppa, per episodi cronologici corrispondenti alla successione delle sale, il racconto della storia delle famiglie che si sono avvicendate nel castello.

Al primo piano, il grande salone rappresenta il punto di snodo tra due storie di collezionismo ottocentesco: qui viene illustrato il ruolo fondamentale ricoperto da Vittorio Cacherano e si introduce l’esposizione della collezione dell’Académie a cui sono dedicate tutte le sale rimanenti del primo e del secondo piano.

La visita proseguirà poi al piano del sottotetto caratterizzata da una straordinaria struttura lignea a capriate risalenti al XV secolo. L’ambiente si presta per illustrare la storia evolutiva del castello: apparati multimediali e tecnologie innovative, nonché plastici relativi alle varie fasi costruttive, illustrano la storia dell’edificio integrandosi con le testimonianze architettoniche ancora visibili.

La torre nord-ovest, abitata fino a qualche anno fa dai chirotteri, viene lasciata libera, nella speranza che questi animali tornino ad occupare la dimora al termine dei lavori.

I restauri e le conseguenti scoperte degli ultimi anni hanno consentito di comprendere con maggiore chiarezza gli orientamenti culturali e le scelte estetiche e stilistiche del conte Vittorio Cacherano, consolidando l’idea di inserire una collezione ottocentesca nel castello.

L’illustrazione della ricca collezione Cacherano, dispersa purtroppo subito dopo la sua morte, diventa l’occasione per raccontare le motivazioni che hanno condotto a inserire nel castello la raccolta dell’Académie Saint-Anselme.

Tra le opere più importanti della collezione dell’Académie Saint-Anselme figurano l’altorilievo raffigurante Santa Caterina, attribuito alla bottega di Stefano Mossettaz, e i tre capitelli da San Francesco, che s’inquadrano come azioni di recupero dell’antico patrimonio architettonico e artistico. In più di un secolo e mezzo, grazie ai numerosi donatori, entrano in raccolta interessanti sculture lignee, tele dipinte, frammenti di affreschi, nonché oreficerie e oggetti di carattere ecclesiastico, che danno un’idea della consistenza della collezione.

Il variegato programma decorativo recentemente emerso sulle superfici murarie ha condizionato il progetto museologico senza stravolgerlo, mettendo in luce le novità affiorate.

 

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