Memoria sottotraccia. Segni e forme dell'archeologia

MEMORIA SOTTOTRACCIA
Segni e forme dell'archeologia

4 luglio 2009 - 7 luglio 2010

 

 

Segni e forme dell'archeologia sublimano in questa mostra e, da mera testimonianza del passato, si elevano a libera riflessione sul significato dell'operazione “ricordare”. Curata dall'Ufficio didattica e valorizzazione (Assessorato Istruzione e Cultura - Direzione restauro e valorizzazione) la mostra era dedicata alla memoria degli architetti Roberto Casalone, Roberto Focareta e Sergio Vitagliani.
Negli spazi sotterranei del MAR sono state presentate dieci grandi stampe fotografiche eseguite da Enrico Peyrot da lastre negative di vetro del XIX sec.; esposte a terra o sospese diventavano veri e propri reperti archeologici dove ogni imperfezione dello sviluppo, graffio o segno che fosse, rappresentava un “ricordo”. La vista e il tatto sono i due sensi che fanno da filtro alla memoria: ognuno sceglie, seleziona cosa ricordare e su cosa soffermare la propria attenzione. L'allestimento, di particolare impatto e suggestione, offriva anche un parallelo percorso tattile per i non vedenti supportato da alcuni plastici di Francesco Corni.
La relazione tra l'antico e l'arte contemporanea è stata affrontata da Giuliana Cunéaz con due opere realizzate appositamente per quest'occasione.
La comunicazione della ricerca sul patrimonio archeologico valdostano è stata sviluppata inoltre in sette plastici realizzati nell'ambito di progetti museografici in convenzione col Politecnico di Torino, esposti sotto vetro, a rappresentare idealmente un platonico “mondo delle idee” e a rimandare al concetto di “memoria del futuro” che i futuristici e irrealizzabili progetti anticipano, almeno nell’immaginario.

Nel corso dell’anno sono stati organizzati alcuni eventi correlati alla mostra tra cui:
- La notte dei ricercatori (IV edizione)
- Santa Lucia al Museo
- La memoria della Dea

 

 

In occasione della chiusura della mostra si è inoltre svolto il convegno internazionale
Restituire la memoria. Modi e forme dei linguaggi museali

 



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