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| LA THUILE - Colle del Piccolo San Bernardo
Vista dell'area archeologica (all'incirca sull'asse della frontiera italo-francese).
Da sinistra: il cromlech, l'area delle mansiones orientali e del fanum (Complessi A, B, C).
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Cromlech
L'allineamento circolare di pietre (bretone cromlech), posto esattamente sullo spartiacque italo-francese al colle del Piccolo San Bernardo, è da gran tempo noto. Nel corso degli ultimi secoli è stato oggetto di ricerche ed interventi privi di sistematicità, non rivolti comunque a salvaguardare l'integrità del monumento antico.
I successivi eventi storici, sino alla seconda guerra mondiale, hanno contribuito a loro volta a danneggiare il monumento e l'area archeologica nel suo insieme. Sembra che in origine il cromlech fosse costituito da 50 pietre. Agli inizi del XX secolo ne vennero rimosse ed asportate parecchie (circa una ventina), più tardi sostituite. Almeno 5 furono divelte per consentire il passaggio della strada che attraversa diametralmente il cromlech. Al termine della seconda guerra mondiale si provvide a livellare il terreno sconvolto dagli eventi bellici, ed in particolare dalla costruzione delle opere militari. Vennero allora riordinate anche le pietre del cerchio, orientandole con la bussola secondo i punti cardinali.
Allo stato attuale (rilievi 1997) il cromlech è composto da 43 pietre di modeste dimensioni, allineate entro una corona circolare delimitata da due cerchi aventi rispettivamente un diametro minimo di m 70,80 ed uno massimo di m 75,20. Il centro comune dei due cerchi coincide con il cippo di confine adiacente a Sud-Est alla strada. Le pietre distano in media da 4 a 6 metri l'una dall'altra, mentre sono più rari i casi di distanze minori (m 3) o maggiori (m 7).
A tutt'oggi l'epoca esatta della costruzione del cromlech non è precisabile: esso è stato in passato concordemente definito come “celtico”, e pertanto risalente ad età preromana. Sondaggi archeologici di recente eseguiti, sia da parte francese che italiana, non hanno raccolto elementi per una sicura datazione. Allo scopo si rendono indispensabili scavi più estesi in tutta l'area.
Mansiones
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| LA THUILE - Colle del Piccolo San Bernardo
Le mansiones orientali e il fanum (Complessi A, B e C, quest'ultimo - reinterrato al termine dello scavo - è visibile in basso al centro, al di là del sentiero sull'asse del tracciato viario antico).
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Sull'Alpis Graia sono visibili resti di edifici con accesso diretto dalla strada definibili come mansiones: infrastrutture che garantivano l'accoglienza, il ristoro, il pernottamento dei viaggiatori e degli animali da trasporto. L'esistenza di un annesso luogo di culto è provata dalla presenza di un piccolo tempio gallo-romano (fanum) con cella a pianta quadrata, circondata da un portico. E' probabile che il tempietto fosse dedicato a una divinità locale, forse Ercole Graius, raffigurato su una lamina votiva in argento proveniente dalla cosiddetta mansio occidentale. A scavi occasionali condotti sul valico nella prima metà dell'Ottocento fecero seguito, nei primi decenni del secolo scorso, campagne sistematiche di indagine da parte della Soprintendenza alle Antichità del Piemonte. Le campagne di scavo hanno portato in luce i resti di un fabbricato a pianta rettangolare - m.18x8 circa -, diviso al centro da una fila di cinque pilastri come probabile sostegno di un soppalco o di un piano basso in legno. E' probabile che anche quest'edificio, ampiamente databile alla prima età romana imperiale, facesse parte della serie di strutture attrezzate per la sosta e il ricovero dei viaggiatori. Sullo stesso allineamento, dunque a monte del tracciato della 'via delle Gallie', si trova la mansio cosiddetta occidentale, nota da tempo, oggi in territorio francese, da cui provengono il busto in argento di Iuppiter Dolichenus e lamine votive.
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