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| Gruppo di tombe a cassetta e urne cinerarie. |
Un ‘importante necropoli di epoca romana è stata individuata a circa duecento metri fuori dalla Porta Decumana, lungo la strada che, passando per l'Alpis Graia (colle del Piccolo San Bernardo), conduceva alle Gallie.
Dalla fine del I secolo vengono organizzati, sul lato settentrionale della via pubblica, due campi funerari delimitati da recinti: il campo A più vicino alla strada ei il campo B retrostante.
Tra le tombe scavate si distinguono varie tipologie: fra quelle ad incinerazione sono presenti i tipi a fossa rettangolare con anfora centrale, a fossa con rivestimento laterale, a cassetta di tegoli, a pozzetto, a piccola camera terminante forse con un monumento funerario e a “cappuccina” con soggetto cremato.
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| Tomba a doppia inumazione. |
Dal II secolo viene introdotta progressivamente la sepoltura ad inumazione, che tenderà a diventare quella maggiormente rappresentata. I corredi rinvenuti nella necropoli, uniformi nella composizione e testimoni di un ceto sociale abbastanza omogeneo, comprendono di solito vasellame associato a lucerne, oggetti d'uso comune, specchi in bronzo, vetri; alcune tombe conservavano i resti di calzature con suole chiodate.
Nel II e III secolo si assiste ad un sovraffollamento dell'area funeraria: si registrano numerose sovrapposizioni dei soggetti inumati e successivamente la tombe tenderanno a non rispettare più un'orientazione precisa.
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| Specchio in bronzo appartenente al corredo di una tomba. |
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