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Le torri erano due per ogni porta, quattro angolari, più altre otto: venti in tutto. Per il loro numero, per la forte sporgenza verso l'esterno e per il risalto dato loro da un doppio ordine di finestrelle arcuate poste su tutti e quattro i lati, bisogna pensare che la loro funzione fosse anche quella di fungere da elemento decorativo: la cinta muraria, infatti, non era stata costruita solo con un intento difensivo, ma pure col desiderio di creare una delimitazione monumentale dell'area urbana. Nei secoli successivi alla caduta dell'impero romano, Aosta conobbe una fase di abbandono e di forte declino; nel corso del medioevo gli abitanti tornarono a poco a poco, le abitazioni si strinsero lungo le vie principali e i nobili appoggiarono le loro case forti e i loro castelli alle vecchie mura. Molti bastioni furono adattati a dimora feudale, e alcune torri sopraelevate e trasformate utilizzando il paramento esterno delle mura che venne in gran parte asportato. Le sole torri che hanno parzialmente conservato l'aspetto originario sono quelle del Lebbroso e del Pailleron, restaurata, quest'ultima, da D'Andrade nel 1894.

La torre d'angolo nord-est, detta “dei Balivi” La torre d'angolo nord-ovest, detta “Tourneuve” La torre del tratto meridionale, detta “du Pailleron” La torre del tratto occidentale, detta “del Lebbroso” La torre del tratto meridionale, detta “Bramafam”

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Condizioni di utilizzo | Crediti | Contatti | Aggiornata il 30/12/2004