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Lo scavo archeologico del coro della chiesa di S. Orso, eseguito nell'estate 1999, ha permesso di riportare alla luce un mosaico pavimentale sconosciuto e non menzionato dalle fonti.

Il tappeto musivo, di forma quadrata con gli spigoli disposti secondo i quattro punti cardinali, misura m. 3,02 × 3,02, è realizzato con tessere bianche e nere con alcuni inserti di tessere di colore marrone chiaro. Lo stato di conservazione è buono, malgrado la presenza di alcuni restauri antichi e di una piccola lacuna nello spigolo ovest. Una serie di sei cerchi, inscritti nel quadrato, funge da cornice alle decorazioni centrali.

La cornice più esterna contiene un'iscrizione composta da due versi INTERIUS DOMINI DOMUS HEC ORNATA DECENTER · QUERIT EOS QUI SEMPER EI PSALLANT REVERENTER. La seconda cornice è costituita da un'ampia fascia, decorata con un intreccio a nodi alternati. Tra due fasce a piccoli triangoli sono riportate le cinque parole del quadrato magico ROTAS OPERA TENET AREPO SATOR o SATOR AREPO TENET OPERA ROTAS.

Nel medaglione centrale appare un'elegante rappresentazione di Sansone che uccide il leone. Nei quattro "triangoli" posti alle estremità della losanga sono inserite le figure di un leoncino, di un uomo-pesce che sorregge un serpente, di un drago e infine di un'aquila con due corpi congiunti in una sola testa.

Dal punto di vista stratigrafico il mosaico risulta "sigillato" da un pavimento in coccio pesto risalente alla fase costruttiva della fine del XV secolo attribuita alla committenza di Giorgio di Challant. Le caratteristiche paleografiche, la metrica usata per i due versi del mosaico (esametri) e il loro confronto con quella del capitello n. 25 del chiostro,
MARMORIBUS VARIIS HEC EST DISTINCTA DECENTER · FABRICA NEC
MINUS EST DISPOSITA CONVENIENTER, indica che i due manufatti sono stati realizzati
nella stessa epoca.

Un altro dei capitelli, il n. 36, pone l'inizio della vita regolare a S. Orso nell'anno 1133 (1132 secondo il calendario attuale). In effetti, su richiesta del vescovo di Aosta Eriberto, già canonico regolare di S. Agostino del Capitolo di Abondance nello Chablais (Haute-Savoie), la congregazione di S. Orso ottenne dal papa Innocenzo II la possibilità di fondare una comunità di canonici agostiniani. I più recenti studi concordano nel datare il chiostro ad un momento di poco posteriore a quello dell'introduzione della regola.

Pagina a cura del Assessorato Istruzione e Cultura © 2000-2001 Regione Autonoma Valle d'Aosta
Condizioni di utilizzo | Crediti | Contatti | Aggiornata il 30/12/2004