Fra i rarissimi esempi di produzione fotografica realizzata da una donna, questo fondo è costituito da 695 negativi originali su lastra in vetro ripresi intorno agli anni '20 del XX secolo. Comprende diverse serie di ritratti in studio e di gruppi alle terme “Fons salutis” di Saint-Vincent.
Biografia dell'autore
Marie Rosalie D'Hérin nasce a Montjovet, nel villaggio di Méran, il 6 luglio 1871, figlia di Marie Cécile Placidie D'Hérin, ragazza madre. Compiuti da poco i vent'anni, Rosalie segue un ambulante piemontese specialista in ritratti fotografici e, probabilmente in seguito a questo incontro, andrà a studiare fotografia a Torino per circa sei mesi. Ritornata in Valle d'Aosta, nel 1895 si trasferisce in una casa del centro di Saint-Vincent, dove vive con sua cugina Maria Martina D'Hérin, svolgendo con lei il mestiere di sarta. Il primo indizio sicuro della sua professione di fotografa compare nell'atto di acquisto di una casa di tre piani in frazione Moulin di Saint-Vincent, in data 25 settembre 1899, dove viene indicata come “couturière et photographe”. Nel certificato di matrimonio, celebrato il 31 ottobre 1900 a Saint-Vincent, la D'Hérin risulta tuttavia essere solamente “sarta”, sebbene proprio in quel periodo la D'Hérin cominci lentamente ad abbandonare l'attività sartoriale per dedicarsi interamente alla fotografia: la prima richiesta ufficiale diretta al Prefetto di Aosta per ottenere la “licenza per l'esercizio di fotografie nella provincia di Aosta” viene depositata da Rosalie solo nel 1927, all'età di 56 anni. La Seris si specializza nel ritratto sia di singoli personaggi sia di gruppi, solitamete ripresi alle Terme di Saint-Vincent. Seguendo le orme del fotografo ambulante conosciuto da giovane, Rosalie gira anche con un carro per immortalare le occasioni importanti. Non avendo avuto figli, Rosalie e il marito si prendono cura della nipote Anita D'Hérin e del fratello di quest'ultima, Pierino. Anita intraprende ben presto la carriera di fotografa, spronata da Rosalie che la manda a studiare a Torino in giovane età. Negli anni Trenta del Novecento, le attività di Rosalie e di Anita cominciano a sovrapporsi, tanto da rendere difficile una precisa attribuzione per autrice delle singole immagini. Anita proseguirà poi la professione a proprio nome: nel 1938 risulta infatti iscritta al registro ditte con un'attività di “laboratorio fotografico e commercio di articoli fotografici” in via Ponte Romano, n. 2 a Saint-Vincent. Marie-Rosalie muore a Saint-Vincent il 13 marzo 1956.
|