Circa 8.000 fotografie tratte da negativo su lastra di vario formato dal 8x9 al 18x24 cm, scattate dall'abate Emile Bionaz nel periodo 1890-1930. Comprende molte vedute paesaggistiche (soprattutto di Saint-Nicolas) e di montagna, immagini di vita religiosa, una serie di ritratti (famiglie, scolaresche, membri del clero), ecc. Il fondo non è attualmente consultabile da parte del pubblico.
Biografia dell'autore
Nato a Porossan, sulla collina di Aosta, il 6 agosto 1862, Émile Bionaz è ordinato sacerdote nel 1886 e sette anni dopo viene nominato parroco di Saint-Nicolas, dove rimarrà fino alla morte. Oltre a essere alpinista, scrittore, poeta dialettale e studioso di scienze naturali, intorno al 1890 inizia a dedicarsi con continuità alla fotografia. Significativamente ritratto con la piccozza in una mano e la macchina fotografica a tracolla, Bionaz frequenta un altro uomo di chiesa amante della fotografia, Benjamin Baudin, con il quale si avventura in gite fotografiche per la valle. Il parroco di Saint-Nicolas cataloga accuratamente le immagini scattate, dimostrando di possedere una mente analitica che non si limita ad un semplice amore per l'ordine: la fotografia diventa per lui il mezzo princiaple per indagare la Valle d'Aosta, i suoi abitanti e le loro tradizioni. Realizza anche i ritratti fotografici di tutti i sacerdoti e vescovi valdostani viventi nel gennaio 1901 e all'interno della rivista “La Vallée d'Aoste” pubblica, nel 1924, L'Alpinisme à l'eau de rose. Membro della Société de la Flore Valdôtaine, dell'Académie Saint-Anselme e del Club Alpino Italiano, muore il primo ottobre 1930, all'età di 68 anni. (D.P.)
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