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Nel 1989 la signora Mariuccia Ratti donava parte della collezione numismatica del marito Andrea Pautasso, deceduto nel 1985, alla Regione Autonoma Valle d'Aosta con l'impegno, da parte di quest'ultima, di allestire una mostra numismatica permanente presso il Museo Archeologico di Aosta dedicata a mettere in risalto la figura del valente studioso piemontese.

Si trattava quindi di scegliere, tra le 6917 monete donate che Pautasso aveva raccolto in giro per l'Europa fino alla sua scomparsa, quelle da esporre, opera a cui hanno provveduto nei primi quattro mesi del 1993 Mario Orlandoni, presidente del Centro Numismatico Valdostano, e Claudio Gallo, della Soprintendenza ai Beni Culturali della Valle d'Aosta, che si sono occupati anche della classificazione e della catalogazione dei pezzi.

Attualmente le vetrine presenti sono ventuno per complessive 720 monete suddivise in quattro vetrine di 84 monete celtiche della Gallia e dell'est europeo, sette vetrine di 292 monete preromane del nord Italia, coniate dal III al I secolo a.C., una vetrina di 27 monete greche, una di 24 italiche fuse, due di 89 romane imperiali, due di 42 bizantine, due di 80 medievali e due di 82 sabaude. Queste ultime non fanno parte della donazione ma derivano da una serie di 621 monete vendute all'Amministrazione regionale dalla sorella di Pautasso, signora Teresa in Musso, nel dicembre 1989.

Nella scelta delle monete da esporre si è privilegiato il campo preferito da Andrea Pautasso mettendo in risalto le monete celtiche che sono 376. Tra i pezzi esposti, che ripercorrono un periodo storico di 2400 anni, spiccano lo statere d'oro degli Ambiani, gli stateri e i tetradrammi d'argento del Norico, lo statere d'oro di Alessandro Magno coniato in Macedonia tra il 336 e il 323 a.C., la serie librale fusa della Repubblica romana coniata tra il 335 e il 286 a.C. che comprende l'asse, il semisse, il triente, il quadrante e il sestante, i tre aurei romani imperiali, la cospicua varietà di aurei bizantini (solido, semisse, tremisse e i curiosi “scodellati”: istameno, aspro in elettro e iperpero), gli scudi d'oro e d'argento medievali insieme ai classici genovino, zecchino, fiorino e infine le splendide monete che coprono quasi ottocento anni di storia sabauda.

Solido di Teodosio II, dritto Solido di Teodosio II, rovescio Statere del Norico, dritto Statere del Norico, rovescio

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Condizioni di utilizzo | Crediti | Contatti | Aggiornata il 30/12/2004