Ad introduzione della sezione sul culto dei morti è il corredo funerario rinvenuto a Saint-Christophe: l’urna funeraria e gli oggetti di corredo salvati dalla dispersione e conservati, per l’interessamento del canonico P.L. Vescoz, presso il piccolo museo della “ Flore Valdôtaine”, passarono successivamente al Reale Museo Archeologico.
Dalle necropoli, attestate lungo le principali vie di collegamento, provengono numerosissime informazioni sia sui rituali, che sulla vita quotidiana, in quanto i corredi rinvenuti nelle tombe rispecchiano fedelmente gli oggetti comunemente in uso nel “mondo dei vivi”. In età romana il rito predominante è quello dell’incinerazione: dal II secolo affiancato a quello ad inumazione che diventerà esclusivo nelle epoche successive e caratterizzerà l’epoca cristiana. I corredi esposti coprono un arco cronologico dal I sec. d..C fino al VI-VII sec. d.C. con le fibbie burgunde provenienti dallo scavo della basilica paleocristiana di San Lorenzo.
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A corredo della sala sono un miliario rinvenuto a Sarre e l’importante base di statua, per noi perduta, che i Salassi dedicarono ad Augusto poco dopo la fondazione della città e alcune monete inedite provenienti da due scavi urbani.
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