L’inizio degli anni 2000 è stato caratterizzato
da vari eventi epocali, che hanno influenzato l’assetto dei modelli istituzionali ed economici
mondiali.
L’Unione Europea, la cui fragilità nell’ambito della politica mondiale è stata ulteriormente
evidenziata, sta cercando di riacquistare dignità e coesione con la scrittura della sua Carta
Costituzionale e con l’avvio dell’allargamento verso i Paesi dell’Est.
L’Italia, che ha appena assunto la presidenza europea, sta attraversando un momento travagliato
per il suo sistema politico-istituzionale ed economico-finanziario.
La Valle d’Aosta, deve conseguentemente confrontarsi con questimutamenti e deve trovare una sua
collocazione nel sistema Europa, valorizzando le sue peculiarità. La nostra Regione ha fatto
fronte con molta dignità e concretezza agli avvenimenti alluvionali che l’hanno colpita
nell’ottobre del 2000, come pure ha superato il tragico evento che ha determinato la chiusura
del tunnel del Monte Bianco.
Il sistema Valle d’Aosta ha retto; è stato collaudato da prove impegnative, che devono però
essere di monito e di insegnamento per costruire la Valle del futuro.
L’Union Valdôtaine e la Gauche Valdôtaine – Democratici di Sinistra hanno concluso un accordo
politico di legislatura all’insegna della continuità di una collaborazione che dura da più di 10
anni e che ha permesso di portare a termine il programma dell’XIa legislatura ed il relativo
mandato.
L’intesa politica conferma una linea autonomista, garantita dalla forte presenza dell’Union
Valdôtaine, diventata in questa legislatura movimento di maggioranza assoluta, e dalla Gauche
Valdôtaine che, nell’ambito del progetto politico dei Democratici di Sinistra, ha scelto per
la Valle d’Aosta un modello autonomista e progressista.
Un accordo politico conseguente anche all’espressione della volontà popolare che ha riconosciuto
e premiato un progetto valido per governare la nostra Regione.
La Valle d’Aosta, osservandola da una delle tante vette oltre i 3000 metri, si può interamente
abbracciare con lo sguardo e apprezzarne il suo valore assoluto: il suo territorio.
Un territorio ricco di valori paesaggistici ed ambientali, un territorio che dà l’idea della
solidità, ma di cui conosciamo anche la fragilità. Un territorio ricco di risorse naturali, dai
ghiacciai, alle acque, alle praterie e ai pascoli alti con ricchezza di flora, di fauna, di
paesaggi naturali. I pascoli, il mantello floreale,e via via scendendo i prati, i vigneti,
i castagneti, i vergers. Risorse da valorizzare, da utilizzare e da proteggere. E’ il nostro
paese, in cui vive una comunità, un popolo che si è insediato da tempo e si è gestito nel solco
di una tradizione millenaria di autogoverno e di libertà. Una comunità viva, che ha sviluppato
una propria identità, una propria cultura, che si identifica in un modo di vivere e di porsi,
pur di fronte ai forti condizionamenti di un contesto montano difficile e severo. Una comunità
che ha saputo, come altre realtà alpine, trasformare un ambiente aspro e difficile in un
territorio ospitale, ricco di risorse e sorgente di vita e di sviluppo; che ha saputo nel
tempo perseguire uno sviluppo integrato, in cui i diversi settori economici si sono affermarti,
realizzando fra essi importanti sinergie, consentendo il consolidarsi di una forte coesione
sociale.
Il nostro popolo si è distinto per la sua capacità di governarsi, per il modo di comunicare e
di rapportarsi con i popoli vicini. Le radici dell’attuale autonomia affondano in questa
cultura, una cultura che si è evoluta, che si è arricchita di altre esperienze e di altri
apporti, una cultura però che rimane viva nel segno dell’orgoglio della specificità e del
radicamento profondo alla sua terra.
Dopo la triste esperienza del ventennio, la Valle d’Aosta ha rivendicato con forza il
ripristino dello status di autonomia politico-istituzionale ed il riconoscimento del suo
patrimonio linguistico e culturale. La promulgazione dello Statuto speciale, benché
imperfetto ed incompleto, ha rappresentato un momento importante di riaffermazione della
nostra identità e per il ripristino dell’autogoverno della Valle. Lo statuto, strumento di
garanzia per tutta la comunità valdostana, ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo
economico e sociale della nostra comunità, permettendo alla Valle d’Aosta di rivelarsi quale
modello e laboratorio del principio di autonomia e di autogoverno. Il sistema Valle d’Aosta
di cui oggi disponiamo è il risultato di questa azione politico-istituzionale. Una Valle d’Aosta
dove la qualità della vita è ad alti livelli, dove la disoccupazione è di gran lunga sotto
la media nazionale, dove la gestione delle risorse ha permesso di ottenere il riconoscimento
dell’affidabilità finanziaria al massimo livello possibile, vale a dire la doppia A.
Una Valle d’Aosta che si avvia ad affrontare le nuove sfide della globalizzazione proponendo
un sistema aperto nel recepire i vantaggi innegabili dei processi di mondializzazione in atto,
che vuole riproporsi come Regione “Carrefour d’Europe”, condizione di “privilegio” per gli
aspetti linguistici e culturali, commerciali e turistici. In questa nuova sfida la nostra
Regione è in grado di fornire un modello che, nell’ambito del villaggio globale, potrà essere
vincente: il modello della specialità e della particolarità, un paese speciale per le sue
istituzioni e per il suo sistema di autonomia.
Un paese ricco di valori autentici, storici, linguistici e culturali, chedispone di un
territorio peculiare, la vera montagna; un paese che è originale e particolare per la
sua offerta turistica, per il suo artigianato, per le sue risorse naturali ed ambientali,
per la sua agricoltura e i suoi prodotti tipici, per le sue case, i suoi castelli e i suoi
monumenti. Il futuro per noi non potrà che essere quello del mantenimento della qualità e
della salvaguardia delle specificità, riferimenti indispensabiliper valorizzare la nostra
comunità in tutte le sue espressioni.
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