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  I risultati della Giunta regionale 2002
  I risultati della Giunta regionale 2001
  I risultati della Giunta regionale 2000
  I risultati della Giunta regionale 1999
  I risultati della Giunta regionale 1998
 
    Introduzione

L’inizio degli anni 2000 è stato caratterizzato da vari eventi epocali, che hanno influenzato l’assetto dei modelli istituzionali ed economici mondiali.
L’Unione Europea, la cui fragilità nell’ambito della politica mondiale è stata ulteriormente evidenziata, sta cercando di riacquistare dignità e coesione con la scrittura della sua Carta Costituzionale e con l’avvio dell’allargamento verso i Paesi dell’Est.

L’Italia, che ha appena assunto la presidenza europea, sta attraversando un momento travagliato per il suo sistema politico-istituzionale ed economico-finanziario.
La Valle d’Aosta, deve conseguentemente confrontarsi con questimutamenti e deve trovare una sua collocazione nel sistema Europa, valorizzando le sue peculiarità. La nostra Regione ha fatto fronte con molta dignità e concretezza agli avvenimenti alluvionali che l’hanno colpita nell’ottobre del 2000, come pure ha superato il tragico evento che ha determinato la chiusura del tunnel del Monte Bianco.
Il sistema Valle d’Aosta ha retto; è stato collaudato da prove impegnative, che devono però essere di monito e di insegnamento per costruire la Valle del futuro.
L’Union Valdôtaine e la Gauche Valdôtaine – Democratici di Sinistra hanno concluso un accordo politico di legislatura all’insegna della continuità di una collaborazione che dura da più di 10 anni e che ha permesso di portare a termine il programma dell’XIa legislatura ed il relativo mandato.
L’intesa politica conferma una linea autonomista, garantita dalla forte presenza dell’Union Valdôtaine, diventata in questa legislatura movimento di maggioranza assoluta, e dalla Gauche Valdôtaine che, nell’ambito del progetto politico dei Democratici di Sinistra, ha scelto per la Valle d’Aosta un modello autonomista e progressista.
Un accordo politico conseguente anche all’espressione della volontà popolare che ha riconosciuto e premiato un progetto valido per governare la nostra Regione.

La Valle d’Aosta, osservandola da una delle tante vette oltre i 3000 metri, si può interamente abbracciare con lo sguardo e apprezzarne il suo valore assoluto: il suo territorio. Un territorio ricco di valori paesaggistici ed ambientali, un territorio che dà l’idea della solidità, ma di cui conosciamo anche la fragilità. Un territorio ricco di risorse naturali, dai ghiacciai, alle acque, alle praterie e ai pascoli alti con ricchezza di flora, di fauna, di paesaggi naturali. I pascoli, il mantello floreale,e via via scendendo i prati, i vigneti, i castagneti, i vergers. Risorse da valorizzare, da utilizzare e da proteggere. E’ il nostro paese, in cui vive una comunità, un popolo che si è insediato da tempo e si è gestito nel solco di una tradizione millenaria di autogoverno e di libertà. Una comunità viva, che ha sviluppato una propria identità, una propria cultura, che si identifica in un modo di vivere e di porsi, pur di fronte ai forti condizionamenti di un contesto montano difficile e severo. Una comunità che ha saputo, come altre realtà alpine, trasformare un ambiente aspro e difficile in un territorio ospitale, ricco di risorse e sorgente di vita e di sviluppo; che ha saputo nel tempo perseguire uno sviluppo integrato, in cui i diversi settori economici si sono affermarti, realizzando fra essi importanti sinergie, consentendo il consolidarsi di una forte coesione sociale.
Il nostro popolo si è distinto per la sua capacità di governarsi, per il modo di comunicare e di rapportarsi con i popoli vicini. Le radici dell’attuale autonomia affondano in questa cultura, una cultura che si è evoluta, che si è arricchita di altre esperienze e di altri apporti, una cultura però che rimane viva nel segno dell’orgoglio della specificità e del radicamento profondo alla sua terra.

Dopo la triste esperienza del ventennio, la Valle d’Aosta ha rivendicato con forza il ripristino dello status di autonomia politico-istituzionale ed il riconoscimento del suo patrimonio linguistico e culturale. La promulgazione dello Statuto speciale, benché imperfetto ed incompleto, ha rappresentato un momento importante di riaffermazione della nostra identità e per il ripristino dell’autogoverno della Valle. Lo statuto, strumento di garanzia per tutta la comunità valdostana, ha contribuito in modo sostanziale allo sviluppo economico e sociale della nostra comunità, permettendo alla Valle d’Aosta di rivelarsi quale modello e laboratorio del principio di autonomia e di autogoverno. Il sistema Valle d’Aosta di cui oggi disponiamo è il risultato di questa azione politico-istituzionale. Una Valle d’Aosta dove la qualità della vita è ad alti livelli, dove la disoccupazione è di gran lunga sotto la media nazionale, dove la gestione delle risorse ha permesso di ottenere il riconoscimento dell’affidabilità finanziaria al massimo livello possibile, vale a dire la doppia A.

Una Valle d’Aosta che si avvia ad affrontare le nuove sfide della globalizzazione proponendo un sistema aperto nel recepire i vantaggi innegabili dei processi di mondializzazione in atto, che vuole riproporsi come Regione “Carrefour d’Europe”, condizione di “privilegio” per gli aspetti linguistici e culturali, commerciali e turistici. In questa nuova sfida la nostra Regione è in grado di fornire un modello che, nell’ambito del villaggio globale, potrà essere vincente: il modello della specialità e della particolarità, un paese speciale per le sue istituzioni e per il suo sistema di autonomia.
Un paese ricco di valori autentici, storici, linguistici e culturali, chedispone di un territorio peculiare, la vera montagna; un paese che è originale e particolare per la sua offerta turistica, per il suo artigianato, per le sue risorse naturali ed ambientali, per la sua agricoltura e i suoi prodotti tipici, per le sue case, i suoi castelli e i suoi monumenti. Il futuro per noi non potrà che essere quello del mantenimento della qualità e della salvaguardia delle specificità, riferimenti indispensabiliper valorizzare la nostra comunità in tutte le sue espressioni.
 
    Il programma di legislatura
  Introduzione
  Rapporti istituzionali
  Organizzazione amministrativa
  Concertazione e Patto per lo Sviluppo
  Società e sviluppo economico
  Società dell'informazione
  Università e sistema scolastico
  Beni culturali
  Attività culturali
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  Gestione del territorio
  Risorse naturali
  Energia
  Servizi socio-sanitari
  Viabilità e trasporti
  Fiananze e credito
  Occupazione
  Industria
  Artigianato
  Camera di commercio
  Agricoltura
  Turismo, Commercio e Sport
  Casa da gioco
  Opere pubbliche
  Edilizia residenziale
  Conclusioni
     
    Integrazione Programma di legislatura
     

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