La processionaria del pino

SITUAZIONE A GENNAIO 2016
Seguito all'attività di monitoraggio eseguita nel corso del 2015, si è riscontrato che alcuni popolamenti hanno subito una forte defogliazione già nel corso dell’autunno a causa delle elevate temperature che hanno caratterizzato questo periodo; ciò ha indotto le larve della processionaria ad una maggiore attività trofica con un conseguente precoce sviluppo degli stadi larvali, che sono in anticipo di ca. 3 mesi rispetto al ciclo normale: nelle zone coinvolte, una percentuale rilevante dei nidi risulta oramai vuota in quanto le larve sono già scese a terra e tale situazione in pratica vanifica un eventuale intervento di lotta mediante la raccolta dei nidi stessi.
Nello scorso mese di dicembre si è comunque proceduto alla raccolta da terra dei nidi tramite gli operai forestali, nelle aree urbane pubbliche segnalate; tale attività sarà integrata, nel corso dei primi mesi del 2016, con l’asportazione dei nidi raggiungibili solo con cestello telescopico, mentre il completamento della raccolta in suddette aree “ad elevata priorità”è stato invece affidato ad una ditta specializzata in possesso del requisito di “treeclimbing” su alberi in cui la raccolta non è possibile né da terra né con cestello telescopico. Parallelamente alla raccolta dei nidi, nel mese di novembre 2015 è stata affidata a impresa specializzata l’attività di trattamento endoterapico su circa 140 piante nelle pertinenza di aree pubbliche: l’endoterapia ha comportato una sensibile riduzione dell’attività della processionaria su tali esemplari, con garanzia di protezione per tre anni.   
Oltre a tali attività, nelle aree forestali la Struttura forestazione e sentieristica tramite gli operai forestali sta collaborando con alcune amministrazioni comunali per la creazione di fasce cuscinetto intorno ai nuclei abitativi limitrofi alle pinete con il taglio dei pini neri e silvestri presenti. L’intervento prevede l’abbattimento degli alberi individuati, la loro depezzatura e sramatura, la raccolta dei nidi presenti, la scortecciatura del legname al fine di prevenire l’attacco di insetti scolitidi, la cippatura della ramaglia per mitigare il carico di incendio.
Il Corpo Forestale della Valle d’Aosta, nei prossimi mesi, proseguirà l’attività di controllo dei popolamenti maggiormente colpiti dal lepidottero, valutando i danni causati dalle defogliazioni; al fine di definire lo stato di salute delle pinete si procederà inoltre nella stagione estiva al monitoraggio della presenza del lepidottero mediante la posa di trappole a feromoni che possono dare le informazioni necessarie per gli eventuali interventi di lotta fitosanitaria ritenuti necessari. 

AGGIORNAMENTO Gennaio 2017

Piano di lotta alla processionaria del pino, risultati 2016 e attività in corso.

L’Assessorato dell’Agricoltura e Risorse naturali ha attivato, nel corso del 2016, un piano per contrastare le infestazioni derivanti da Processionaria del pino sul territorio valdostano. L’attività ha coinvolto il Corpo Forestale della Valle d’Aosta e le strutture Flora, fauna, caccia e pesca, Forestazione e sentieristica e Produzioni vegetali, sistemi di qualità e servizi fitosanitari dell’Assessorato.

Si rendono noti, di seguito, i risultati conseguiti nel corso del 2016 e i prossimi interventi previsti.

In Valle d’Aosta le pinete (pino nero e pino silvestre) coprono una superficie totale di circa 9.600 ettari; su circa il 50 per cento di queste aree si osservano danni da defogliazione, da lievi a molto forti, dovuti agli attacchi di processionaria. L’attività di monitoraggio primaverile 2016 ha evidenziato che le defogliazioni “molto forti” (76-100% di perdita di foglie) hanno interessato una superficie di 45 ettari, corrispondente all’1% delle pinete attaccate, mentre il 10% delle stesse pinete ha subito defogliazioni definite “forti” (con perdita di foglie tra il 51 e il 75%).

Gli attacchi più significativi sono stati rilevati nei comuni di Morgex, Sarre e Saint-Pierre.

Nonostante le forti defogliazioni, in nessuna pineta sono stati osservati casi di moria delle piante e i pini hanno dimostrato forti capacità di ripresa.

Il controllo è consistito anche nel monitoraggio, mediante l’impiego di trappole a feromone, dei popolamenti interessati dal lepidottero. La rete di monitoraggio, costituita da poco meno di 300 trappole, è rimasta attiva dal 15 giugno all’11 settembre. In totale sono stati catturati 150mila adulti di processionaria e i risultati ottenuti hanno fornito le indicazioni per definire l’arco temporale ottimale per effettuare i trattamenti mediante l’irrorazione di formulati a base di Bacillus thuringiensis var. kurstaki, batterio tossico per il lepidottero.

I trattamenti, iniziati a fine agosto e conclusi a inizio ottobre, hanno interessato 95 km di strade, per una superficie complessiva di circa 340 ettari di pinete.

Gli interventi – ultimati anche grazie alla collaborazione dell’Assessorato Opere pubbliche, Difesa del suolo e Edilizia residenziale pubblica – sono stati programmati in modo da colpire le larve durante il secondo stadio di sviluppo, momento in cui sono maggiormente sensibili al batterio. Inoltre, in due pinete a Sarre e Saint-Nicolas è stata messa in atto la lotta “a confusione sessuale” mediante l’utilizzo di feromoni senza trappole.

Dalla verifica dell’efficacia dei trattamenti si è constatata, nelle zone trattate, una buona diminuzione della presenza di nidi.

Oltre alla lotta biologica, sono anche stati messi in campo svariati interventi di raccolta meccanica dei nidi, interventi selvicolturali (tagli colturali soprattutto nei comuni di Sarre e Quart) e interventi in endoterapia su aree verdi pubbliche di proprietà regionale o comunale (132 piante ad Aosta, 116 tra Pollein, Introd, Villeneuve, Sarre e Saint-Pierre).

Durante il dicembre scorso si è proceduto a una nuova valutazione dell’intensità di attacco, mediante la stima del numero di nidi presenti sulle piante  nelle  pinete attaccate.

Nonostante un lieve aumento della superficie interessata (+13%), si stima un calo del numero dei nidi (-16%). Gli attacchi molto forti sono diminuiti del 5%, quelli forti del 17%.

Attacchi importanti permangono nei comuni di Sarre, Saint-Pierre, Morgex, Aosta e La Salle, località dove si concentreranno i maggiori interventi.

Le attività stanno proseguendo in queste settimane con la raccolta meccanica dei nidi e tagli selvicolturali eseguiti da squadre forestali bûcherons e continueranno nei prossimi giorni con interventi effettuati dalla Struttura Forestazione e Sentieristica nelle zone segnalate dal Corpo Forestale della Valle d’Aosta, in particolare con tagli di piante a Sarre e Champdepraz e raccolta nidi nelle aree verdi pubbliche.

Nei comuni di Aosta e La Salle è inoltre prevista la messa in atto della lotta balistica con la distruzione dei nidi lungo i sentieri di maggiore afflusso.

Infine, a livello comunicativo e divulgativo, il personale del CFVDA proseguirà con l’attività di didattica forestale nelle scuole di primo grado, fornendo agli alunni informazioni sulle problematiche relative alla processionaria del pino.


 

Processione Processione

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La processionaria del pino (Traumatocampa pityocampa) è un lepidottero (farfalla) che nella fase larvale si nutre di aghi di conifere. Il nome "processionaria" deriva dal comportamento delle sue larve, che si spostano in lunghe file indiane.

Le larve della Processionaria sono rivestite di peli urticanti che possono provocare reazioni allergiche anche gravi nell'uomo e negli animali.

I peli di cui sono rivestite le larve di Processionaria possono provocare diverse forme di irritazione e infiammazione, quali:

  • dermatite, che si manifesta sotto forma di bolle da orticaria o macchie rosse isolate;
  • congiuntivite e infiammazione agli occhi;
  • infiammazione delle vie respiratorie.

Nei cani, che per natura annusano il terreno e possono aspirare grandi quantità di peli urticanti, i sintomi possono essere talmente gravi da causarne la morte.

Precauzioni da adottare

  • non avvicinarsi alle piante che presentano nidi di Processionaria e comunque evitare di sostare sotto pini e conifere in generale;
  • non toccare a mani nude i nidi o le larve;
  • non toccare a mani nude corteccia di alberi, arbusti o rami infestati;
  • non effettuare lavori che possano diffondere nell’aria i peli urticanti, a esempio rastrellamento delle foglie o sfalcio dell’erba;
  • nel caso si rendesse necessario asportare i nidi, proteggersi adeguatamente con tuta, guanti, occhiali e maschera;
  • i nidi asportati devono essere raccolti e bruciati. È assolutamente vietato gettarli nei rifiuti, conferirli nella raccolta differenziata, abbandonarli sul terreno o ai bordi delle strade;
  • tenere i cani al guinzaglio e lontani dalle conifere.

Cosa fare in caso di contatto

  • fare tempestivamente una doccia e lavare gli indumenti a temperatura elevata (almeno 60°);
  • trattare la pelle pulita con un prodotto antistaminico;
  • se il contatto è avvenuto con le mucose, sciacquare subito le parti contaminate con acqua e bicarbonato (anche nel caso di cani, cavalli o altri animali);
  • in caso di irritazione congiuntivale, di irritazione delle vie aeree o crisi asmatiche rivolgersi immediatamente al medico (o al veterinario).

Tardo autunno e inizio primavera sono i periodi nei quali prestare maggiore attenzione

 

Per informazioni sui metodi di lotta: Assessorato Agricoltura e Risorse naturali, Ufficio servizi fitosanitari, 0165.275405
Per informazioni di carattere sanitario: Assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali, Struttura igiene e sanità pubblica e veterinaria, 0165.274233 oppure Azienda USL Valle d'Aosta

 

 

 

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