Riordino fondiario

 

Legge regionale 18 luglio 2012, n. 20 – Disposizioni in materia di riordino fondiario

Il territorio della nostra regione è caratterizzato dall’eccessiva polverizzazione delle superfici fondiarie (superfici troppo ridotte non idonee ad uno sviluppo agricolo competitivo) e dalla loro frammentazione (fenomeno in base al quale singole unità produttive sono formate da appezzamenti di terreno appartenenti allo stesso proprietario ma separati l’uno dall’altro da appezzamenti appartenenti ad altri).

La normativa regionale in materia di riordino fondiario (legge regionale 18 luglio 2012, n. 20) ha come obiettivo principale quello di contrastare gli effetti negativi descritti in precedenza.

In seguito alle modificazioni introdotte dalla legge regionale 19 marzo 2018, n. 2 e, più recentemente, dalla legge regionale 24 aprile 2019, n. 5, aventi lo scopo di semplificare alcune procedure amministrative in capo ai consorzi promotori, viene altresì ampliata la valenza di pubblica utilità dei riordini fondiari che, nella precedente formulazione, era limitata alle sole opere di miglioramento fondiario.

Si è reso quindi necessario, in adempimento alle modificazioni sopra citate, nonché per il buon esito dell’attuazione del complesso di norme regionali attualmente in vigore, adeguare i criteri applicativi per la gestione sostenibile del territorio agricolo attraverso lo strumento del riordino fondiario con l’approvazione della DGR 1143 del 23 agosto 2019.

 

 

 



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