La rimozione dei melari

Generalmente i melari vengono posizionati quando gli alveari sono ancora in pianura. L'apicoltore che intende produrre un miele monofloreale, deve avere l'accortezza di raggiungere la zona interessata quando l'apertura floreale della specie individuata è stimata intorno al 20 - 25%.

Risulta opportuno trasferire le arnie sprovviste di melari, e pertanto collocare i melari con nettare già importato in pianura su alcune arnie che, ovviamente, rimarranno in loco.
E' opportuno monticare le arnie prive di melari e lasciarle sprovviste dei medesimi per 2 o 3 giorni, in modo tale da permettere il riempimento quasi totale delle celle del nido non occupate da uova e larve, escludendo quindi fenomeni di inquinamento nel melario.
Generalmente gli apicoltori sono abituati a lasciare posizionati i melari (anche più di uno per alveare) sulle arnie per asportarli in unica soluzione al termine della produzione, anche perché è opinione diffusa ritenere che le api possano produrre ancora miele verso ed oltre la metà di agosto. Considerando le variabilità eccessive delle stagioni negli ultimi anni, e seguendo attentamente il lavoro delle api ci si può rendere conto che già verso l'ultima decade di luglio l'importazione del raccolto diventa sempre più risicata. Per ottimizzare la produzione e per permettere altresì alle api di collocare adeguate scorte in funzione delle riserve alimentari per la stagione fredda, sarebbe opportuno modificare la metodologia e la tempistica di asportazione dei melari.
In presenza di almeno due melari sull'alveare sarebbe più logico asportare il primo melario (per intendersi il melario collocato più in alto) verso la metà di luglio, quando, presumibilmente, i telai dovrebbero essere completamente opercolati. Nel melario rimanente, non ancora completamente riempito, sarà presente b stesso numero di api ma in uno spazio più ridotto. Il rapporto spazio/popolazione collegato a fattori di temperatura più elevata ed a presenza di flora nettarifera, consentirà il processo di opercolatura anche in prossimità del termine della stagione produttiva.
Tra la fine di luglio ed i primi giorni di agosto si provvederà all'asportazione del rimanente melario. Qualora non tutti i telai siano opportunamente opercolati l'apicoltore può effettuare una valutazione empirica dello stato di vischiosità del miele, che è direttamente collegata ai contenuto idrico del prodotto immagazzinato. Tenendo un favo in posizione orizzontale si provvede ad imprimere una scossa dall'alto verso il basso, se il miele si libera sotto forma di minute goccioline non è da considerare maturo, mentre se non fuoriesce ha raggiunto la dovuta densità e quindi lo si può estrarre. Verificando che non tutti i favi dei melari risultino opercolati, e quindi idonei per la smelatura, è opportuno provvedere ad una cernita dei medesimi ed effettuare centrifugazioni separate dei telai utilizzando, anche per la decantazione, maturatori diversi. Attualmente, impiegando specifici deumidificatori nel locale di stoccaggio è possibile abbassare l'eventuale percentuale di umidità elevata, avendo l'accortezza di impilare i melari, in maniera trasversale, in modo da permettere l'opportuna aerazione tra un melario e l'altro.
Terminate le operazioni di disopercolatura i melari possono essere riposizionati sulle arnie per consentire alle api di "asciugarli", e di ricomporre la struttura delle celle spezzettate dall'utilizzo del coltello o della forchetta. Considerato che questa operazione viene effettuata quando la presenza di flora nettarifera risulta essere pressoché assente, si potrebbero verificare gravi ed irreversibili problemi di saccheggio, soprattutto se l'apiario non è caratterizzato da un rapporto omogeneo di equilibratura tra le varie famiglie.

 

 

E' opportuno prestare moita attenzione ed operare preferibilmente il mattino presto o la sera tardi quando la maggior delle api sono dentro le are. Coloro che, invece, optino per il posizionamento dei melari ancora umidi sulle amie nella primavera successiva (con il vantaggio di accelerare la salita delle api nel melario), dovranno provvedere ad immagazzinare i melari in luoghi idonei, preferibilmente asciutti, e preoccuparsi di irrorare i melari, impilati parallelamente, con anidride solforosa, oppure ad effettuare fumigazioni con pastiglie a base di zolfo onde evitare l'attacco da parte della Galleria melonella (comunemente conosciuta come tarma della cera), soprattutto se alcuni favi del melario avranno ospitato della covata durante il periodo della raccolta. Considerando che la tarma della cera si puô sviluppare con temperature superiori ai 12/14°C, è opportuno ripetere i trattamenti tre volte a distanza di 15-20 giorni, sia durante il periodo autunnale sia quello primaverile, ciò perché i trattamenti hanno effetto solamente sulle larve e non sulle uova della tarma. In alternativa, e per sopperire a questo inconveniente, si possono inserire i melari in congelatori mantenedoli per circa 3-4 minuti a temperature intorno ai -4°C per eliminare anche il ciclo di sviluppo delle uova.
E' importante che l'intera operazione di raccolta si esaurisca in breve tempo e, durante la stessa, impiegare cassette porta telai, nelle quali chiudere i telai stessi per evitare il pericolo di saccheggi. Appena riempite, le cassette devono essere immediatamente allontanate dall'apiario. Né telai, né frammenti di favo devono essere appoggiati disordinatamente in qualunque posto che non sia l'apposito contenitore. E' inoltre importante avere sempre a disposizione dell'acqua per lavare i guanti e gli attrezzi impiegati, nonché per asportare le gocce di miele che inavvertitamente possono cadere sui tetti delle arnie. Nel caso in cui le api fossero troppo agitate conviene sospendere le operazioni di raccolta e rimandarle al giorno successivo, soprattutto per evitare di innescare fenomeni di saccheggio, frequenti e pericolosi quando ci si trova in assenza di importazione nettarifera.
La smelatura è l'operazione di estrazione del miele dai telai per la successiva decantazione o maturazione e l'invasettamento. Consiste in tre operazioni: disopercolatura, estrazione e filtraggio.

Occorre innanzitutto pulire accuratamente il locale laboratorio dove avverrà la smelatura. Le attrezzature, il banco per disopercolare, lo smelatore e i maturatori devono essere preferibilmente in acciaio inossidabile oppure in materiale per alimenti. I telai vengono posati, uno alla volta, su un leggio posto sopra una vasca che può avere forme diverse; con un coltello a lama lunga (di vari tipi, generalmente elettrico con lama riscaldata da una resistenza) o con particolari forchette si tagliano gli opercoli, i quali cadranno nella vasca insieme a piccole quantità di miele. Per recuperare tale miele, che verrà aggiunto a quello smelato, occorre filtrare gli opercoli.
 



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