La produzione

Per riuscire a definire il concetto di produzione del miele occorre effettuare un'indagine retrospettiva che illustri il lavoro delle api e le metodologie di tecnica apistica utilizzate per ottenere il prodotto "miele".

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La sinergia di tutti i componenti dell'alveare, ape regina, api operaie e fuchi, ammontabili durante il periodo di massimo raccolto, ad un numero vicino alle centomila unitÓ, concorre alla formazione del prodotto miele.
Nel mondo apistico l'inizio dell'attivitÓ coincide con il periodo autunnale, in quanto l'apicoltore dovrÓ porre particolare attenzione e cura nel predisporre adeguatamente e con i giusti criteri di equilibrio le proprie famiglie.
Questi sforzi consentiranno lo sviluppo delle famiglie medesime durante l'inizio della primavera; in caso contrario e quindi con famiglie deboli prima dell'inverno, il rischio di mortalitÓ invernale risulta essere percentualmente elevato.
Prima di parlare di visite vere e proprie Ŕ bene ricordare che un controllo pu˛ essere svolto prima dell'apertura vera e propria delle arnie.
Quando le temperature sono ancora basse l'apertura dell'arnia potrebbe facilitare la rottura del glomere e, contestualmente, arrecare danni alla covata. E' per contro possibile raccogliere tutta una serie di informazioni svolgendo dall'esterno alcune semplice operazioni:
- ascoltare il brusio della famiglia colpendo il legno dell'arnia ed appoggiano l'orecchio sul lato posteriore della stessa permette di capire se le api sono vive e, in base all'intensitÓ del brusio capire "a spanne" la forza della famiglia;
- controllare l'eventuale presenza di covata calcificata sul predellino permette di valutare lo stato di umiditÓ presente all'interno dell'alveare, e di conseguenza sapere che il numero di api che coprono la covata sia sufficiente;
- verificare il volo in uscita ed in entrata ci permette di capire se vi Ŕ importazione di polline di nocciolo e di salice, estremamente necessari in questo periodo per l'alimentazione della covata. L'importazione di polline Ŕ poi osservabile anche tramite il fondo antivarroa dove si raccolgono le pallotole di polline accidentalmente cadute alle bottinatrici;
- osservando poi il fondo antivarroa si pu˛ osservare se le api stanno consumando le riserve di miele e quanti telai la famiglia sta occupando tramite i residui degli opercoli sul fondo;
- la presenza di scaglie di cera vergine cadute sul fondo ci indica che le operai hanno cominciato a produrre cera e quindi celle o opercoli;
Ě subito dopo le osservazioni del caso il fondo antivarroa va pulito in modo da poter controllare, nel giro di pochi giorni la caduta naturale di varroa.
Questi ed altri controlli ed osservazioni, che l'apicoltore esperto Ŕ giÓ abituato a svolgere permettono di capire quale sia la situazione delle arnie e quali siano le eventuali operazioni da effettuare appagando, almeno temporaneamente quella curiositÓ impellente che scaturisce in ogni apicoltore dopo la pausa invernale, senza peraltro arrecare danni alla famiglie in attesa della prima visita.

 



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