Accordo quadro con la Regione Piemonte

In esecuzione della deliberazione della Giunta regionale n. 1675 del 20 novembre 2015 è stato siglato un Accordo quadro tra la Regione Valle d’Aosta e la Regione Piemonte che, nell’ambito dei compiti e delle funzioni attribuite loro dalle norme, concordano di collaborare nei settori della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico per:

  • accrescere la conoscenza reciproca dei rispettivi tessuti produttivi, anche al fine di valutare la possibilità di sviluppare azioni congiunte che, mediante la collaborazione tra le amministrazioni regionali, siano maggiormente efficaci;
  • valutare la possibilità di partecipare congiuntamente a progetti di finanziamento su fondi nazionali e comunitari;
  • favorire la realizzazione, da parte delle imprese insediate nei rispettivi territori, di attività di ricerca e sviluppo in collaborazione con altre imprese che, grazie alla collaborazione,  siano maggiormente ambiziose e, conseguentemente, siano in grado di generare maggiori ricadute sul tessuto produttivo locale;
  • favorire la partecipazione delle imprese insediate nei rispettivi territori a progetti di ricerca, sviluppo e di trasferimento tecnologico in sede nazionale, comunitaria ed internazionale;
  • favorire la competitività delle imprese insediate nei rispettivi territori, facilitando lo scambio di conoscenze e innovazioni tecnologiche con altri soggetti, quali le imprese e gli organismi di ricerca facenti parte dei poli di innovazione;
  • fornire alle imprese insediate nei rispettivi territori qualificati servizi di tutoraggio, di informazione e di formazione e servizi di assistenza scientifico-tecnologica. 
 

La collaborazione fra la Valle d’Aosta e il Piemonte si caratterizzerà prioritariamente per le seguenti tipologie di azioni:

  1. studio e definizione di strumenti normativi e agevolativi in materia di ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico che abbiano ricadute in entrambi i territori;
  2. valutazione della partecipazione congiunta a progetti a finanziamento nazionale e comunitario nell’ambito della ricerca, dell’innovazione e del trasferimento tecnologico;
  3. incentivazione della partecipazione delle imprese e dei centri di ricerca insediati nei rispettivi territori a progetti di ricerca industriale, sviluppo sperimentale e trasferimento tecnologico nazionali e della Comunità europea;
  4. incremento dello scambio di conoscenze e innovazioni tecnologiche tra le imprese e i centri di ricerca valdostani e piemontesi;
  5. incentivazione dell’adesione delle imprese e dei centri di ricerca valdostani ai poli di innovazione piemontesi;
  6. studio di modalità per fornire alle imprese e ai centri di ricerca qualificati servizi di tutoraggio, di informazione e di formazione e di assistenza scientifico-tecnologica.
 

Le modalità operative per la collaborazione saranno definite mediante specifiche intese operative, modalità e forme di attuazione dell'accordo.

In particolare, in attuazione dell'accordo, potranno essere stipulati accordi tra la Valle d’Aosta e i soggetti gestori dei poli di innovazione piemontesi.

Per il coordinamento della realizzazione delle attivitàè istituito un Comitato di coordinamento composto da due membri, uno designato dalla Regione Valle d’Aosta e uno dalla Regione Piemonte, con l’eventuale supporto di dipendenti o consulenti delle Regioni interessate. Lo stesso Comitato determinerà annualmente le linee di azione comuni, definendo, se necessario, le specifiche intese operative e controllandone periodicamente la realizzazione. A tal fine il Comitato predisporrà, alla scadenza di ogni anno, una relazione sullo stato di attuazione dell’Accordo quadro.

 

 

Tale Accordo, che non comporta oneri finanziari a carico delle Regioni interessate, ha una durata di tre anni ed è rinnovabile, previa verifica del raggiungimento dei risultati previsti, per uguale periodo, salvo disdetta comunicata almeno tre mesi prima della scadenza.

Gli eventuali oneri saranno determinati nelle specifiche intese operative e le risorse per il finanziamento delle singole attività saranno messe a disposizione direttamente dalle Regioni interessate, anche a seguito di eventuali finanziamenti provenienti dal Ministero dell’Università e della ricerca, dalla Commissione europea, da altri Ministeri o da altri soggetti esterni interessati.

 



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