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DOPO VESPRI AUGURA A FEDELI BUONE VACANZE 'SENZA INCIDENTI'
20:41 - 24/07/2009

(dell'inviata Domitilla Conte) (ANSA) - AOSTA, 24 LUG - Famiglie in difficoltà, crisi economica e le violenze in atto nel mondo, segni che "una società senza Dio è una società senza bussola", sono stati i temi al centro della breve trasferta di Benedetto XVI ad Aosta, durata circa un'ora, primo impegno pubblico da domenica scorsa che cade ad una settimana esatta dall'incidente domestico che gli è costato la frattura del polso destro e una piccola operazione chirurgica.
Il papa ha tenuto un'omelia a braccio durante la celebrazione dei Vespri secondo la liturgia del giorno, in una cattedrale riservata quest'oggi ai sacerdoti, alle parrocchie e alle associazioni religiose. La celebrazione è stata introdotta dal vescovo di Aosta, mons. Giuseppe Anfossi, che ha subito accennato alle famiglie "che oggi soffrono molto" a causa della crisi, sollecitando un maggiore sostegno. Benedetto XVI vi ha fatto cenno, ma nell'ambito di un'omelia dal sapore eminentemente teologico.
"Una società senza Dio è una società senza bussola", ha detto papa Ratzinger, incapace di trovare "un orientamento" per affrontare la crisi economica del presente, ma anche i drammi, le sofferenze, le ingiustizie di cui soffre il mondo. Una relazione, quella con Dio, senza la quale - per Benedetto XVI - "anche le altre relazioni non hanno la forma giusta. Per questo, ha proseguito, "dobbiamo riportare nel nostro mondo la realtà di Dio, farlo conoscere", ha detto il papa, esortando i presenti a non avere paura della parola "onnipotenza" divina.
Il papa teologo ha parlato quindi del "potere", spiegando come nel mondo attuale questo si identifica "con chi ha grandi capitali, o forze militari", mentre "il vero potere è fatto di grazia e di misericordia". Parole ben radicate nel contesto della storia, tanto che Ratzinger è giunto a citare Stalin. "La domanda di Stalin su quante divisioni avesse il papa ancora caratterizza la nostra idea del potere", ha osservato Benedetto XVI. Ma il potere di Dio, ha sottolineato, è "quello di soffrire con noi" e, attraverso il perdono, di cambiare il mondo. "Dio perdona trasformando il mondo - ha detto ancora il pontefice - perché il fiume del bene sia più grande di tutto il male che può esistere". E se questo avviene "il mondo stesso diventa liturgia", "il cosmo diventa ostia vivente".
Parole che risuonano come venissero dal cielo, insieme ad un improvviso scroscio di pioggia, sulla piazza Giovanni XXIII di Aosta, dove intanto era stato allestito un piccolo palco per il papa, il quale, finita la celebrazione dei Vespri, ha benedetto alcuni bambini e ha augurato ai fedeli buone vacanze, con tempo buono e, ha scherzato mostrando il gesso, "senza incidenti". Impossibilitato a scrivere a causa dell'ingessatura, Benedetto XVI ha affidato a quest' omelia le sue ultime meditazioni nella pace di Les Combes, interrotta solo da pochi impegni di lavoro. Nella cattedrale appena restaurata c'erano circa 400 persone. Altre 500 attendevano sulla piazza antistante la cattedrale appena restaurata. Un migliaio lo hanno salutato lungo il percorso dall'Arco di Augusto, porta est della città, fino alla chiesa. Numeri non proprio esigui tenuto conto dei soli 35 mila abitanti di Aosta, del caldo prima e della pioggia poi.
Il prossimo appuntamento, al quale sono attese circa cinquemila persone, è per l'Angelus di domenica a Les Combes. Domani mattina papa Ratzinger, che oggi è apparso senza anello piscatorio al dito ma anche senza tutore, si sottoporrà ad una visita di controllo. Ci saranno i medici di Aosta che lo hanno operato, il suo medico personale e uno specialista incaricato di proseguire le cure a Castel Gandolfo, dove il papa si trasferirà in agosto.(ANSA).
